Il Tirreno

Pistoia

Un freno alla chiusura degli uffici postali montani

Fanucci e Bini (Pd): Poste ci ha rassicurato che rispetterà la delibera dell’AgCom E i sindacati chiedono: San Marcello deve aprire più pomeriggi alla settimana

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SAN MARCELLO. Diseconomicità, non più unico criterio per i tagli agli uffici postali. Lo stabilisce l’AgCom che, con una delibera del 26 giugno sollecitata dal Consiglio di Stato, detta i nuovi criteri per la distribuzione degli uffici sul territorio, con una certa attenzione anche nei confronti delle aree montane e rurali.

I parlamentari pistoiesi, Edoardo Fanucci e Caterina Bini, assieme ai colleghi dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, si sono rivolti così all’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, per ottenere chiarimenti in merito al rischio di tagli nelle aree montane ed insulari. «La risposta del dottor Caio - spiega Fanucci – ha rassicurato che il piano annuale degli interventi di razionalizzazione degli uffici postali sarà definito nel pieno rispetto dei nuovi criteri. Una notizia davvero positiva: privare ulteriormente le aree montane dei presidi postali avrebbe rappresentato l’ennesima difficoltà, favorendo la fuga verso i centri abitati più grandi».

La montagna ha subito tagli pesanti. Si ricordano le chiusure di Avaglio, Pianosinatico, Mammiano, Prunetta, Treppio nel dicembre 2012, quando diversi uffici postali (come Campo Tizzoro, Gavinana, Maresca, Pian degli Ontani, Le Piastre) furono segnalati come prossimi alla cessazione. La delibera AgCom ha dei precedenti significativi, fra cui una sentenza del Consiglio di Stato di maggio 2014 che conferma la decisione con cui il Tar della Basilicata aveva impedito la chiusura dell’ufficio di Avigliano Scalo stabilendo che “Poste è tenuta a garantire il cosiddetto servizio universale che si traduce (anche) in un presidio del territorio”. La delibera di Agcom vieta la chiusura di uffici postali situati in comuni rurali che rientrano anche nella categoria dei comuni montani, con esclusione di quelli in cui siano presenti più di due uffici postali ed un rapporto ufficio abitanti inferiori a 800. «Una delibera innovativa – spiega il segretario sindacale Slc-Cigl, Gianluca Balli- come sindacati abbiamo sempre ribadito che l’economicità non può essere l’unico criterio. Il nostro appello ai sindaci e alle forze politiche è di non abbassare la guardia. La primavera 2015 porterà verso un ulteriore step di privatizzazione di Poste. In queste ore, dopo le notizie sull’intenzione dell’azienda di prelevare unità su alcuni sportelli, anche montani, riducendoli a monounitari, ci siamo attivati con uno sciopero per la salvaguardia dei posti di lavoro e delle prestazioni sia a livello di sportelli che di portalettere. Chiederemo l’apertura pomeridiana dell’ufficio di San Marcello più giorni la settimana». Il presidente dell’Unione dei Comuni, Luca Marmo, annuncia un impegno a ridiscutere un riequilibrio del servizio sul territorio.

Elisa Valentini

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