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Agliana, Publiacqua stacca il servizio agli autoriduttori

Agliana, Publiacqua stacca il servizio agli autoriduttori

La partecipata che gestisce il servizio idrico stacca l’acqua a chi si era autodecurtato la quota della bolletta non più dovuta dopo l’esito del referendum e gli interessati si rivolgono all’avvocato. L’azienda: Abbiamo restituito quanto dovuto, quegli utenti sono morosi

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AGLIANA. «Dopo le minacce, Publiacqua procede al primo distacco». Ad Agliana, la partecipata che gestisce il servizio idrico ha staccato nei giorni scorsi l’acqua ad alcuni utenti che si sono autodecurtati la quota della bolletta non più dovuta dopo l’esito del referundum del 12/13 giugno 2011. Il secondo quesito riguardante l’acqua prevedeva infatti la cancellazione della quota di puro profitto, la cosidetta “adeguata remunerazione del capitale investito” dall’importo della tariffa.

La notizia della sospensione del servizio è data da Rita Biancalani e Rossella Michelotti, del Forum toscano dei Movimenti per l’acqua. Il Forum passa al contrattacco: «Devono essere sempre i cittadini a pagare, anche quando le responsabilità vanno ricondotte ad autorità e amministrazioni pubbliche?. Nè l'Autorità nazionale (AEEG) nè quella regionale (A.I.T.), preposte al controllo della gestione dell'acqua - sostiene il Forum toscano- sono mai intervenute per far rispettare i referendum, anzi il loro operato è stato sempre e comunque indirizzato a favorire e proteggere interessi e privilegi dei gestori del servizio idrico. Di fatto gli utenti in questione non sono assolutamente da ritenere morosi, poichè pagano regolarmente le bollette, solo decurtano ciò che per legge non è dovuto. Tra di loro ci sono naturalmente anche utenti di Publiacqua spa. Questa azienda, nel mese di agosto, approfittando del periodo in cui tante persone sono in ferie, ha spedito una raccomandata (con allegato bollettino postale) a diversi utenti, dichiarandoli morosi e minacciando il distacco dal servizio, nel caso di mancato pagamento entro il termine di 20 giorni. Come non bastasse, a quegli stessi utenti ha inviato dopo poco tempo una bolletta comprensiva dell' importo richiesto in precedenza, con la raccomandata. Forse puntava ad incassare due volte la cifra da loro decurtata? Diversi utenti hanno replicato tramite avvocato, dichiarando l'indisponibilità a pagare quanto illegittimamente preteso dal gestore e proseguono tuttora l'adesione alla "Campagna di obbedienza civile". Dal canto suo, Publiacqua è passata ad effettuare il primo distacco, il 16/09 scorso, nel comune di Agliana».

Il Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua ritiene «estremamente grave ed arrogante questo atto, oltre che ingiustificato e del tutto illegittimo. Al di là delle responsabilità del gestore, chiama comunque in causa innanzitutto il sindaco che dovrebbe garantire e salvaguardare l'igiene e la sanità pubblica. L'acqua è un bene essenziale che non si può togliere ad alcuno. Mai. Figuriamoci poi in un comune dove, non molti mesi fa, si è votata una mozione contro i distacchi del servizio idrico, in qualsiasi caso, dall'indigenza economica all'obbedienza civile.

In realtà - conclude il Forum - sono chiamati in causa tutti i sindaci della Toscana, nonchè la Regione, perchè salvo rarissime eccezioni, nessuna amministrazione pubblica ha mosso un dito per tutelare l'acqua e non ridurla a merce qualsiasi; nè si è impegnata a ripubblicizzare la gestione idrica, per sottrarla ai privati, meri speculatori finanziari. Non dimentichiamo poi che i sindaci, in Toscana, sono soci di maggioranza (addirittura esclusivi in Gaia spa) delle aziende che gestiscono l'acqua ma lasciano che sia la parte privata a prevalere».

Publiacqua annuncia a sua volta una replica al comunicato del Forum toscano: «Le cose non stanno così - anticipa l’ufficio stampa - l’azienda ha restituito quanto dovuto a tutti gli utenti, ma ce ne sono alcuni che si erano già autodecurtati la quota e sono tenuti a restituire quanto dovuto. Erano stati informati della sospensione del servizio».

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