Lutto
“Ho fatto appena in tempo a salvare mio figlio”
La donna colpita dal ramo caduto in piazza della Resistenza il 29 agosto intende sporgere denuncia nei confronti del Comune
PISTOIA. "Ho sentito uno scricchiolio: "crac"... e ho alzato lo sguardo: era il rumore di un ramo che si stava spezzando. I bambini camminavano davanti a me. Ho gridato: "Scappate", e quelli più grandi non se lo sono fatto ripetere due volte, ma uno dei gemelli non si è mosso... Ho agito d'istinto, l'ho spostato con forza con le braccia allontanandolo".
Per mettere in salvo i quattro bambini che erano con lei, Claudia Chiti, 44 anni, non è riuscita ad evitare che il grosso ramo di pino marittimo le cadesse addosso. Di quegli attimi ricorda tutto: lo stupore, la paura, la prontezza avuta per mettere in salvo i figli e l'amichetto che era con loro, i graffi sul corpo e il colpo alla testa. Ancora prova un forte senso di vertigine quando si alza, ma con sollievo aggiunge: "Era un bel ramone, per fortuna mi ha presa con la parte di chioma meno folta". Suo malgrado, la signora Claudia è stata la vittima della prima caduta di un ramo in piazza della Resistenza, meglio conosciuta dai pistoiesi come piazza d'Armi. Era il 29 agosto. Pochi giorni dopo, l'11 settembre, un secondo ramo si è staccato, e anche se non c'erano persone in transito e non ci sono stati quindi feriti, il Comune ha deciso di accelerare il progetto di riqualificazione già previsto, chiudendo la piazza al pubblico.
Sembra che il pino marittimo da cui si è spezzato il ramo che ha colpito Claudia Chiti non fosse tra quelli inseriti nella lista da abbattere, ma dopo i due episodi il Comune ha deciso di toglierlo, e così tutte le piante "in condizioni analoghe, comprese nella porzione di parco tra l'ingresso della Fortezza Santa Barbara e le attività commerciali presenti all'interno della piazza".
"Chi non ha provveduto ad operare un'adeguata manutenzione dovrà risponderne", afferma Gianluca Lomi, l'avvocato a cui Claudia Chiti si è rivolta. È intenzione della donna, infatti, sporgere denuncia, chiedendo di accertare eventuali responsabilità per quanto accaduto. "Quando mi sono ripresa dallo choc - racconta - mi sono messa a sedere in attesa dei soccorsi. Alcune donne accanto a me continuavano a ripetere: "È un miracolo, sei miracolata". Io pensavo ai bambini, alla paura che ho avuto per loro. Mi è venuto in mente quanto successo alle Cascine poche settimane fa (zia e nipotina di due anni uccise dalla caduta di un ramo, ndr)".
Era un bel pomeriggio di sole, quello del 29 agosto. "Ho portato i miei figli (un ragazzo più grande e due gemellini) e un loro amico a fare un giro al parco. Loro non ne avevano molta voglia, ma abitiamo poco distante. Mi è sembrata una buona occasione per farli svagare. Verso le sei e mezza ci siamo diretti verso l'uscita, dal lato del negozio Baldino e della gelateria Bambi. Loro giocavano, si rincorrevano... Avevamo appena oltrepassato la vasca quando, sulla sinistra, ho sentito uno scricchiolio dall'alto. Ho alzato lo sguardo, è stata una questione di attimi. Due bimbi mi hanno ascoltata ma uno non si muoveva. L'ho spostato con forza". Il ramo le è caduto addosso. "Mi ha presa sul collo e sulla parte sinistra del corpo. Mi sono trovata piena di graffi e di aghi di pino. Ero ricoperta dalla chioma dell'albero, avevo libera solo una caviglia".
Sul posto, allertate dal 118, sono accorse l'automedica e un'ambulanza d'emergenza della Misericordia di Pistoia. "Appena ho capito che i bambini stavano bene - ricorda Claudia Chiti - mi sono messa a sedere. Ero dolorante, alcune signore mi hanno aiutata e continuavano a ripetermi che "ero miracolata". Il medico mi ha applicato il collare e mi hanno sistemata sulla barella spinale. Sono stata trasferita al San Jacopo in codice verde, che è poi diventato un codice giallo (indica una maggiore gravità, ndr). Le lastre hanno escluso rotture. Ho avuto una prognosi di dieci giorni, a cui il mio medico ne ha aggiunti altri visto il persistere del senso di vertigine e di altri sintomi derivanti dall'incidente".
Appena finiti i giorni dati dal medico, spiega l'avvocato Lomi, Claudia Chiti si sottoporrà a una perizia medico-legale. È intenzione sua e della famiglia, infatti, chiedere i danni per il non adeguato stato di manutenzione dei pini marittimi. Piante che, nel frattempo, dopo il secondo ramo caduto, il Comune ha fatto togliere chiudendo per alcuni giorni l'accesso al parco.
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