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Pistoia

il progetto e le preoccupazioni

Alle Piastre arrivano cinquanta migranti

Alle Piastre arrivano cinquanta migranti

PISTOIA. Lo sbarco di migranti sulle coste dell'Italia sono sempre più numerosi e per l'Italia è una vera e propria emergenza. La provincia di Pistoia ad agosto aveva accolto alcuni di loro e, a...

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PISTOIA. Lo sbarco di migranti sulle coste dell'Italia sono sempre più numerosi e per l'Italia è una vera e propria emergenza. La provincia di Pistoia ad agosto aveva accolto alcuni di loro e, a breve, potrebbe interessare Le Piastre. Quello è il luogo scelto per ospitare una cinquantina di immigrati, secondo un progetto delle cooperativa Arkecoop e della cooperativa sociale Gruppo incontro, vincitrici di un bando indetto dalla prefettura. Le Piastre è stato individuato come luogo ideale per far fronte all'emergenza, in virtù della presenza di un albergo dismesso (il Bellavista) che, se non presenterà problemi strutturali insormontabili, potrà riaprire le porte in una funzione del tutto nuova. La notizia è piombata sugli abitanti del paese dei bugiardi, che si sono attivati per sapere di più.

Non manca chi si preoccupa, come conferma il presidente della Pro Loco Alta Valle del Reno, Lorenzo Corsini: «Non siamo contrari all'arrivo di migranti a prescindere, anzi, siamo convinti che l'accoglienza sia necessaria. Ci stiamo facendo carico, però, delle istanze dei compaesani, preoccupati della possibilità di vedere snaturato il tessuto sociale del posto. Le cooperative ci hanno tranquillizzato sotto gli aspetti della sicurezza e della sanità, ma il problema è un altro, ovvero che non c'è uno studio sul tessuto sociale di un luogo montano come questo, delle possibilità di occupazione dei nuovi arrivati e di coinvolgimento degli abitanti. Come si pensa, per esempio, di far integrare così tante persone con un nucleo di abitanti in maggior parte composto da anziani? Cosa faranno fare a così tante persone per non vederle indaffarati per le strade? Sarebbe positivo poter studiare un modello di integrazione ideale per noi, ma con questi numeri sembra davvero difficile. Abbiamo chiesto un incontro al prefetto e vorremmo essere anche ascoltati dalle forze politiche che ci rappresentano. A quanto pare non ne sapevano niente di questa scelta».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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