Sicurezza
Dipendenti della Lime-Kme in sciopero per difendere il lavoro
Sindacati e lavoratori temomno la chiusura dello stabilimento di Campo Tizzoro. Il 23 settembre incontro con l’azienda
CAMPO TIZZORO - Sciopero di due ore, giovedì 18 settembre, per i dipendenti della Lime- Kme di Campo Tizzoro che dalle 13 alle 15 hanno incrociato le braccia, davanti all’ingresso dell’azienda, per protestare sul futuro incerto dello stabilimento montano. Ad orari diversi, hanno scioperato anche i dipendenti degli altri stabilimenti Kme in Italia - Fornaci di Barga, Serravalle Scrivia (Alessandria) e la sede operativa di Firenze – su iniziativa di Fiom- Cigl, a seguito delle recenti decisioni assunte dal management di Kme che, secondo il sindacato, potrebbero portare alle chiusura dei 4 poli industriali.
«A fine agosto – spiega Paolo Mattii, segretario di Fiom-Cigl Pistoia – Kme ci ha messo a conoscenza del nuovo piano di rilancio aziendale. In Italia si prevede la creazione di due unità che io definisco una “New company” che occuperà circa 200 dei 1.300 dipendenti di Kme in Italia, e una “Bad Company” in cui confluiranno gli altri 1.100 (fra cui quelli di Campo Tizzoro) per le produzioni non più appetibili. Ai vertici saranno due amministratori delegati tedeschi. Insomma, l’inizio dello smantellamento in Italia, come già accaduto in Spagna, Inghilterra e Francia. Finora – prosegue – gli stabilimenti italiani sono stati mantenuti forse solo grazie all’accordo che firmammo in aprile 2013 e che prevede, in caso di azioni unilaterali di chiusura, sanzioni per l’azienda di 6 milioni di euro. Ma che cosa accadrà dopo il 31 dicembre 2015, quando scadrà l’accordo?».
Fra gli oltre 15 dipendenti in sciopero a Campo Tizzoro, ultimo presidio sulla montagna pistoiese dell’industria metallurgica, c’erano Mario Gavazzi, 50 anni, con 2 figli, e Giuliana Morelli, operaia con 2 figli. «Con questa crisi – spiega Walter Brancolini di Maresca – per noi trovare un nuovo lavoro è quasi impossibile, specie dopo i 50 anni. Parlavano di trasferirci tutti a Fornaci, ma oggi anche questa ipotesi è sfumata». Dei 26 dipendenti di Campo Tizzoro, soltanto 8 ad oggi lavorano. Per gli altri, da settembre, è contratto di solidarietà per un anno. Come già accaduto da aprile 2013 ad aprile 2014, cui sono seguiti alcuni mesi di cassa integrazione.
«A Campo Tizzoro, una volta, si curava l’intera fase di realizzazione di macchinari– spiega Giacomo Romiti, rappresentante Rsu - oggi si fa solo manutenzione vanificando gran parte del knowhow. Dal 2013 il lavoro è calato dell’80%. La chiusura, oltre alla perdita di posti di lavoro in montagna, avrebbe ripercussioni negative per l’indotto su un territorio già falcidiato dalla crisi».
«Il 23 settembre incontreremo l’azienda – spiega Mattii – l’obiettivo è ottenere chiarezza sul piano industriale e arrivare a gennaio 2016 con vero un piano di rilancio e non di smantellamento di Kme in Italia. Una battaglia che deve essere unita a livello nazionale, col coinvolgimento della politica per salvare la realtà leader della produzione di rame e leghe in Italia».
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