Attenzione
Pistoia, muore tre mesi dopo l'incidente
Tullio Toschi, 74 anni, è stato ricoverato in quattro ospedali. La procura ha disposto l'autopsia
PISTOIA. Tre mesi di calvario, con il marito impossibilitato a muoversi ma capace di capire cosa gli era successo, e le condizioni in cui versava. In grado, afferma la signora Primetta Ravagli, di ricordare i particolari dell'incidente occorsogli il 10 giugno, in piazza San Lorenzo, quando era stato investito da un'auto in retromarcia mentre si trovava in sella al suo scooter. "Praticamente fermo", dice la vedova.
Per fare luce sulla morte di Tullio Toschi, 75 anni, operaio in pensione, il sostituto procuratore Giuseppe Grieco ha disposto l'autopsia, eseguita ieri pomeriggio dal medico legale nell'ospedale di Careggi. Toschi era infatti ricoverato da alcune settimane in un centro di riabilitazione in provincia del capoluogo toscano, ed è lì che domenica pomeriggio se ne è andato, "dopo tre mesi di sofferenze per lui e per la famiglia". Toschi, che abitava in via Dalmazia, lascia la moglie e due figli. I funerali si svolgeranno domani o sabato. Stamani, infatti, sarà eseguito il trasferimento dalla medicina legale alle cappelle del commiato dell'ospedale fiorentino. La salma potrebbe essere portata a Pistoia per i funerali (che saranno curati dalla Croce verde) stasera o domani, cosa che farebbe slittare la cerimonia funebre di un giorno.
"Qualcuno dovrà appurare di cos'è morto mio marito, no?", dice con amarezza e rabbia la signora Toschi. Essendo Tullio Toschi stato vittima di un incidente, la procura ha disposto l'autopsia. Per appurare se il decesso sia direttamente riconducibile al sinistro.
Nel pomeriggio del 10 giugno, intorno alle 17, il pensionato si trovava in sella al suo "Cinquantino", in piazza San Lorenzo. "È stato investito da un'auto in retromarcia - spiega la signora Primetta - e i medici ci hanno spiegato che nell'impatto il casco gli ha spezzato le vertebre del collo. Poi, è sopraggiunto l'infarto". Un arresto cardiaco per il quale il medico del 118 e i volontari della Croce verde accorsi con un'ambulanza d'emergenza hanno usato il defibrillatore. Il cuore del pensionato ha ripreso a battere, ed è stato trasportato d'urgenza al San Jacopo. "Ci hanno detto subito che la situazione era critica". È difficile, per la signora Primetta, ricordare le settimane al fianco del marito: "Non si muoveva, ma la testa funzionava, e ricordava. Eccome". Pistoia, Firenze, Pisa, Pescia. Tanti ospedali per cercare di salvarlo, di alleviare le sue sofferenze. L'esperienza, non è stata ovunque positiva. Da alcune settimane Toschi si trovava in un centro di riabilitazione sulle colline fiorentine. "Riabilitazione in verità non ce n'è stata. Come non c'era il sapone, che dovevamo portare noi da casa. E così anche le sedie. Sì, anche quelle. D'altra parte il Comune è convenzionato con quella clinica e noi, famiglia di operai, non potevamo permetterci di spendere 350 euro al giorno".
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