Il Tirreno

Pistoia

caso lucarelli

Il Comune replica: nessun ritardo

La Corte dei conti aveva accusato l’ente di poca efficienza

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PISTOIA. Il Comune di Pistoia respinge l’accusa di essersi mosso con eccessiva lentezza nel licenziare il vigile urbano Alessio Lucarelli, che nel novembre 2009 aveva patteggiato una condanna di 10 mesi per il reato di falso. La critica viene direttamente dalla Corte dei conti, che nei giorni scorsi ha condannato lo stesso Lucarelli a risarcire il “danno d’immagine” patito dal Comune, per soli 4.000 euro invece dei 7.000 richiesti. Secondo i giudici contabili la lentezza mostrata da Palazzo di Giano appannerebbe l’immagine che si vorrebbe lesa dalla vicenda.

«Per quanto riguarda i provvedimenti assunti dal Comune – si legge in una nota dell’amministrazione – le indagini svolte dai vigili urbani nella veste di ufficiali di polizia giudiziaria furono a suo tempo sottoposte al segreto investigativo sino alla conclusione delle indagini preliminari, come prevede la norma. Il Comune non ha mai ricevuto comunicazione (che sarebbe stata doverosa trattandosi di dipendente pubblico) di chiusura delle indagini. Solo a seguito della ricezione da parte del Tribunale , il 21 e 23 marzo 2012, delle sentenze di patteggiamento, il Comune ha potuto attivare - e lo ha fatto immediatamente - il procedimento disciplinare interno, culminato con il licenziamento del 13 luglio 2012, e denunciare, il 16 aprile 2012, il possibile danno erariale alla Corte dei Conti».

«È quindi del tutto evidente – conclude il Comune – che, se ritardi ci sono stati per fatti accaduti nel 2007, non sono certo addebitabili all'amministrazione comunale».

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