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Pistoia

Satis, spunta l’ipotesi della cassa integrazione

di Beatrice Faragli
Satis, spunta l’ipotesi della cassa integrazione

Mantellassi propone la cig straordinaria, ma i sindacati sono ancora contrari «I 25 licenziamenti solo rimandati di un anno, vogliamo il contratto di solidarietà»

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QUARRATA. Spunta l’ipotesi della cassa integrazione straordinaria per i dipendenti Satis spa, la storica azienda di divani quarratina fondata nel 1970 e amministrata dalla famiglia Mantellassi.

Nell’incontro di ieri in Confindustria, chiesto da Cgil e Cisl subito dopo l’assemblea con i lavoratori dell’8 settembre scorso, in cui è stato proclamato lo stato di agitazione, la proprietà ha proposto di aprire la discussione sull’utilizzo della cassa integrazione straordinaria. I sindacati, su mandato dei dipendenti, si sono presentati al confronto con l’ennesima richiesta di ricorrere al contratto di solidarietà, che escluderebbe i licenziamenti della metà del personale – 25 operai sui 50 totali - annunciati a luglio dai vertici aziendali. L’attivazione dell’ammortizzatore sociale ipotizzato da Enzo Mantellassi invece, non esclude gli esuberi.

«Parleremo della posizione dell’azienda emersa in questo ultimo incontro con i lavoratori ma – spiega Marco Ballati, segretario provinciale Fillea Cgil – noi siamo andati lì per confermare il mandato avuto dai dipendenti, ovvero quello di ricorrere al contratto di solidarietà salvaguardando interamente i posti di lavoro. La soluzione che ci prospettano – continua Ballati – diverge moltissimo da quella chiesta dai lavoratori, poiché non esclude, al termine dei 12 mesi, i licenziamenti». «Dopo svariati incontri – commenta Daniele Vaccaro, Filca Cisl – finalmente l’azienda ha fatto una proposta alternativa alla mobilità. Si tratta di un primo segnale che però – sottolinea Vaccaro – per noi non rappresenta la soluzione migliore. Il ricorso al contratto di solidarietà – ricorda - abbatterebbe il costo del lavoro fino al 60%, permetterebbe alla società di avere un anno di tempo, o addirittura due, per riorganizzarsi, e eviterebbe i costi enormi dei licenziamenti, che in questo momento di crisi sono ovviamente da evitare. Noi – mette già da adesso in chiaro Vaccaro – non firmeremo mai un accordo in cui è previsto che i lavoratori in cassa integrazione straordinaria saranno poi gli stessi su cui si abbatteranno i licenziamenti, perché i requisiti di cassa e mobilità non sono i medesimi». La proposta di Mantellassi, che amministra la società insieme alla moglie Laura e ai figli Martina e Lorenzo, verrà discussa venerdì mattina nell’incontro tra sindacati e dipendenti. Mercoledì 24 settembre inoltre, è già fissato un nuovo incontro di Cgil e Cisl con la Satis.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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