Il Tirreno

Pistoia

Il Distretto reagisce «Vivai danneggiati dal Piano regionale»

Il Distretto reagisce «Vivai danneggiati dal Piano regionale»

Il presidente Vannucci annuncia: formeremo un comitato con le associazioni e presenteremo delle controproposte

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Come associazioni e come Distretto vivaistico ornamentale, il prossimo 23 settembre formeremo un comitato di distretto, dove raccoglieremo tutte le osservazioni che saranno poi presentate entro il 29 settembre alla Regione Toscana».

Il vivaismo pistoiese, afferma Vannino Vannucci, presidente del Distretto vivaistico ornamentale, «è il primo a proteggere l’ambiente e il territorio. Le novità introdotte dalla legge regionale ci hanno sorpreso. Soprattutto -aggiunge - perché da pochi mesi abbiamo chiuso la legge sul vivaismo, dove c’è una certa apertura e una certa flessibilità sulle produzioni, com’è giusto che sia».

I vivaisti e le associazioni di categoria che li rappresentano si sentono ingiustamente vessati dal nuovo Piano paesaggistico regionale. La scorsa settimana Coldiretti ha espresso tutta la sua contrarietà e la Cia ha convocato una conferenza stampa. Per la Coldiretti, il Piano «è da riscrivere daccapo. Dai vigneti del Montalbano alle colture di cereali del Padule, alle piane ornamentali dei vivai, la gamma delle produzioni della provincia viene danneggiata dall’approccio del Pit (Piano di indirizzo territoriale con valenza di Piano paesaggistico), che immobilizza il nostro territorio in una visione bucolica della campagna, ponendo seri limiti alla libertà d’impresa». Coldiretti e Cia parlano di errori «gravi e potenzialmente tragici, come scrivere che “l’espansione del vivaismo verso la pianura pratese costituisce una rilevante minaccia per il residuale paesaggio agricolo di pianura”, oppure che “il vivaismo assume aspetti estesi di monocoltura”. Un controsenso, nel distretto vivaistico sono presenti 4-5mila specie di piante».

Il direttore della Cia, Alessandro Coppini, chiede «una modifica del Piano attraverso un percorso condiviso di revisione. Si produce un allarme ingiustificato che relega l’agricoltura ad attività industriale. L’attività viene demonizzata quando si parla di inquinamento della falda acquifera e di impermeabilizzazione. Ci dovrebbero essere dati certi e concreti, che non emergono dalle indagini della Provincia».

Vannucci, che ieri ha incontrato il deputato Pd Oreste Pastorelli, della Commissione Ambiente, informa che il Distretto «sta collaborando su questo tema con i produttori del vino e anche con gli imprenditori del marmo di Carrara, che hanno gli stessi problemi. Credo che tutti abbiamo molto da “osservare” su questa legge. C’incontreremo di nuovo per fare delle valutazioni complessive in vista della presentazione delle osservazioni in Regione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web