Proteste
Rivoreta, il paese a rischio crollo
Perizia geologica per scoprire le cause del dissesto che porta l’abitato verso valle
CUTIGLIANO. A breve una relazione geologica per scoprire le cause del dissesto idrogeologico di Rivoreta. Lo ha annunciato Maurizio Sichi, assessore ai lavori pubblici di Cutigliano, in risposta all’interrogazione presentata dalla capogruppo di minoranza, Chiara Belli, nel consiglio comunale di giovedì scorso (cui erano presenti anche diversi cittadini di Rivoreta), visto il notevole aggravio dei movimenti dell’abitato verso valle a seguito della ingente piovosità dell’inverno scorso.
La perizia geologica. Sichi ha ribadito la difficoltà incontrata finora a reperire informazioni sulle cause del dissesto vista l’assenza di studi geologici approfonditi negli ultimi trent’anni. Da qui l’affidamento, da parte del Comune di Cutigliano alla Dream Italia, della stesura di una perizia geologica il cui arrivo è atteso a giorni. «La relazione – ha detto Sichi- illustrerà con esattezza quante frane ci sono, dove sono e se si muovono. Ciò che sappiamo oggi è da informazioni sommarie, per lo più legate alla memoria degli abitanti. Il terreno su cui sorge Rivoreta dovrebbe essere interessato da 7 frane quiescenti, cioè non attive, ma potenzialmente pericolose».
La perizia dovrà fornire anche delle ipotesi di intervento, come micropali o un’opera drenante delle acque a monte . «Questa perizia è inoltre importante – ha continuato Sichi – poiché servirà come pungolo per sollecitare l’intervento degli altri organi competenti: Regione, Provincia, prefetto, Autorità di bacino, Consorzio di bonifica, Protezione civile».
Frane a pericolosità elevata. Oltre alle crepe ben visibili su alcune abitazioni, una lettera pervenuta il 27 maggio al Comune dall’Autorità di bacino, classifica Rivoreta come area a pericolosità elevata sia per frane attive che quiescenti. Inoltre, dopo un sopralluogo svolto a primavera, la dottoressa Vania Pellegrineschi del Genio civile ha presentato un resoconto critico sulla stabilità del paese, parlando dell’opportunità di svolgere ulteriori sopralluoghi sulle singole abitazioni.
Interventi svolti e previsti. Intanto sono partiti i primi interventi per eliminare alcune concause dei movimento verso valle. L’Enel, il 18 giugno, ha eseguito un’ispezione sul tratto del canale di adduzione da Rio Maggiore - Rio Botre e ha rilevato delle lesioni sulle pareti verticali. Ha perciò provveduto ad eseguire, in agosto, i lavori di riparazione a sue spese.
Quanto dalle perdite di acque reflue dalle fognature sotto l’abitato, dalle videoispezioni svolte da Gaia spa, risulta che il fognone posto a valle del paese, dove confluiscono i tre tronchi di fognature, è rovinato. Da un incontro fra l’amministrazione ed i tecnici comunali e Gaia spa, tenuto il 5 settembre, sono scaturite tre ipotesi di intervento di cui la più economica per il Comune (con spese a carico di Gaia) è la costruzione di un nuovo tratto di fognatura che raccolga le acque fino al fognone. Il Comune è in attesa di ricevere da Gaia il dettaglio dei costi nelle varie ipotesi per poi decidere. Infine il Comune si è impegnato a presentare entro il 30 settembre al Consorzio di bonifica un progetto per il consolidamento della sponda sinistra del Rio Botre. Lavori che, se finanziati, contribuiranno a realizzare una base più stabile a valle del paese.
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