Il Tirreno

Pistoia

Il gilet riflettente lo poteva salvare

Il gilet riflettente lo poteva salvare

Conseguenza di una serie di tragiche coincidenze l’incidente è avvenuto proprio nel punto meno illuminato

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PISTOIA. Una galleria lunga alcune centinaia di metri, costruita negli anni Sessanta, che comincia a sentire il peso del tempo. Anche se prima dell’ingresso un segnale di pericolo avverte della sua assenza, l’illuminazione c’è, come in tutti i tunnel: più intensa alle imboccature, più debole via via che si procede verso il centro. Un’illuminazione che, per chi arriva dalla luce del sole, sembra però non essere mai sufficiente. E il tragico incidente in cui ha perso la vita Giuseppe Bini è avvenuto esattamente a metà, nel punto più buio.

Una tragica coincidenza che si è andata a sommare al fatto che il 50enne cicloamatore pratese non indossava sopra la sua solita tenuta da allenamento il gilet catarifrangente che dovrebbe essere d’obbligo per i ciclisti che si trovano a percorrere dei tunnel al di fuori dei centri urbani, proprio per farsi vedere meglio dagli automobilisti.

E forse in quel punto del traforo, oltre ai fari dei veicoli che provengono dalla direzione opposta, ad abbagliare coloro che lo percorrono c’è anche il cerchio di luce dell’uscita.

Fatto sta che il giovane conducente della Golf che lo ha travolto non è riuscito ad evitare l’impatto. Forse lo ha scorto solo all’ultimo momento, forse, come sembra abbia detto alla madre per telefono, sotto choc, il ciclista potrebbe aver avuto un improvviso scarto verso sinistra pochi istanti prima del sorpasso.

Appena un’ora prima del tragico incidente, sul posto erano dovuti intervenire i vigili del fuoco perché una delle lunghe strisce di lamiera che costituiscono il rivestimento interno del tunnel si era staccata (ormai ne rimangono ben poche di integre). Ed infatti, quando Giuseppe Bini è stato travolto, nel tunnel c’era ancora un mezzo dell’Anas, i cui operai stavano verificando che tutto fosse a posto.

I carabinieri che hanno effettuato i rilievi non hanno comunque trovato alcun detrito sull’asfalto. Così come gli esami a cui è stato sottoposto il giovane investitore hanno dato esito negativo sia per l’alcol che per le altre sostanze che avrebbero potuto compromettere le capacità al volante.

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di Redazione web