Il Tirreno

Pistoia

il ritratto DEL RAPPRESENTANTE TESSILE PRATESE

Era il re del cachemire e col cuore biancazzurro

Era il re del cachemire e col cuore biancazzurro

PRATO. Gli amici lo chiamavano Beppe. Da sempre. Da quando si trovavano al bar del quartiere della Pietà e tiravano insieme qualche calcio al pallone. Giuseppe Bini era un pratese di Prato. Insomma...

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Gli amici lo chiamavano Beppe. Da sempre. Da quando si trovavano al bar del quartiere della Pietà e tiravano insieme qualche calcio al pallone. Giuseppe Bini era un pratese di Prato. Insomma lo conoscevano tutti. Un po’ perché la sua vita era sempre stata qui con gli stessi amici di sempre, quelli dello Sporting con cui amava girare per chilometri in bici il sabato e la domenica mattina. Un po’ perché fin da giovane lavorava nel tessile e tra i suoi clienti c’erano i maglifici della zona di Prato ma anche di Montale e Agliana. Rappresentante tessile da anni e anni era considerato una sorta di re del cachemire e dei filati pregiati.

Bini aveva 50 anni ed era sposato con Silvia Milanesi, titolare insieme ai fratelli di una delle aziende più note e del circuito dell’eccellenza dei filati, la New Mill di Montemurlo. Da anni per loro seguiva la parte commerciale, quella locale dove non serve solo avere una buona capacità di rapporti ma bisogna conoscere perfettamente ogni fibra.

Bini aveva due figlie, Diletta di 24 anni ed Eleonora di 16. La maggiore era rientrata da poco dall’Australia dove studia e lavora.

«Ci crede se le dico che non l’ho mai visto arrabbiato», è stato questo il primo commento a caldo di Francesco Mazzinghi amico di Bini da sempre. «Ci siamo conosciuti che avevamo 7 e 8 anni - racconta - e abbiamo avuto vite sempre parallele. Lo so quando le persone non ci sono più si dicono sempre le stesse cose ma questa volta non è perché è giusto farlo che tutti diciamo le stesse cose ma solo perché Beppe era davvero così: un ragazzo d’oro».

«Accettava qualsiasi tipo di scherzo - è sempre l’amico a ricordarlo - ed era una persona su cui potevi contare. Equilibrato e solido amava andare in bicicletta, passione che coltivava da almeno 15 anni e anche il calcio”.

Da giovane aveva giocato. Qualche anno di pausa e poi, da qualche tempo, si era riappassionato al Prato calcio che amava andare a vedere allo stadio. E sul Lungobisenzio a tifare i biancazzurri c’era anche domenica. (i.r.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa