Finanza
«Occupare non risolve il problema dei senza casa»
Presidio indetto dal Sunia alle Fornaci contro gli ingressi abusivi. E la Spes annuncia l’installazione di allarmi negli alloggi temporaneamente sfitti
PISTOIA. Non si placano le proteste contro le occupazioni abusive in zona Fornaci. Ieri pomeriggio il Sunia (sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari) ha indetto un presidio per ribadire il rispetto della legalità da parte di ogni cittadino. «Reclamiamo con fermezza che chi vuole avere una casa popolare senza regole qui non trova terreno fertile – dice Davide Innocenti, segretario provinciale Sunia – Siamo solidali con le persone che hanno bisogno, ma senza prevaricazione. L’occupazione non è il giusto mezzo per risolvere le problematiche. Pensiamo che ci sia, purtroppo, una volontà politica volta a cercare consensi fomentando queste occupazioni e fomentandole. Siamo anche disponibili a dare il nostro contributo per accelerare i tempi burocratici e portare il quartiere delle Fornaci ad una crescita maggiore».
«Dilagano paura e malcontento – continua Innocenti – Ho ricevuto una lettera molto intensa di una persona che è in graduatoria per l’assegnazione degli alloggi e che esprime la sua forte preoccupazione in merito alle occupazioni abusive». Accanto al sindacato si schiera anche la Spes, l’azienda che gestisce il patrimonio e pubblico. «Le persone devono capire che gli alloggi sono un patrimonio di tutti – commenta Paolo Bechi, presidente Spes – occorre più responsabilità in capo a chi usufruisce temporaneamente delle case popolari: se gli appartamenti ci vengono restituiti in condizioni migliori, più facile sarà assegnarli ad altri». Il presidente parla infatti delle difficoltà e dei costi vertiginosi per la manutenzione degli alloggi, per una spesa che va dai 7mila ai 35mila euro: questo il motivo per cui spesso tra un’assegnazione e l’altra trascorrono tempi lunghissimi. «Prima per ogni singolo appartamento veniva fatto un appaltino per i lavori di manutenzione – continua Paolo Bechi – aesso per le opere edili e gli impianti termici viene fatto un appalto con una sola ditta. Questo dovrebbe rendere i tempi più veloci. L’affitto spesso per molte persone è l’ultimo pensiero. Ma senza quei soldi, che sono mediamente 80euro al mese, come si possono fare le manutenzioni?». Il presidente della Spes parla anche di un accordo con questura e Comune per la disposizione di allarmi removibili al fine di controllare gli alloggi temporaneamente vuoti. «Il bisogno vero non è quello che passa attraverso le occupazioni – commenta l’assessore Tina Nuti, presente al presidio– c’è un grande lavoro tra Comune, forze dell’ordine, prefettura, sindacati ed inquilini per limitare questi fenomeni e prevenirli». L’Unione inquilini aderisce al presidio, ma si lancia contro l’amministrazione: «Ogni casa sfitta e vuota è uno schiaffo a chi in questa crisi ha perso posto di lavoro e casa. Chi occupa si prende in carico di rendere evidente un problema generale e sociale». (a.t.)
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