Gioco
Luna park, inagibile il campo sportivo Rinviata l’apertura
CASALGUIDI. Camion impantanati nel fango e giostre chiuse nel primo giorno di fiera a Casalguidi. Per lo storico luna park di via Matteotti l’ apertura è stata rimandata a causa dell’inagibilità...
CASALGUIDI. Camion impantanati nel fango e giostre chiuse nel primo giorno di fiera a Casalguidi. Per lo storico luna park di via Matteotti l’ apertura è stata rimandata a causa dell’inagibilità dell’area. I giostrai, 16 in tutto, avrebbero dovuto staccare i biglietti da giovedì sera, ma col campo di calcio – che accoglie le giostre dal 1994 – ridotto a una distesa di fango è stato impossibile aprire le danze.
Il Comune ieri mattina ha mandato alcune ruspe sul rettangolo da gioco per tentare di rimuovere la mota. «In vent’anni una cosa del genere non era mai accaduta – spiega Sauro Martini, coordinatore del luna park casalino – chi ha seguito la procedura tecnica dei lavori di manutenzione del campo, realizzati nel 2013, non ha tenuto in considerazione che qui una volta all’anno ci vengono le giostre, così come ormai succede dal 1994. Abbiamo avuto un danno economico non indifferente. Senza contare che nessuno ci ha avvertiti delle condizioni dell’area prima di montare le giostre e che manca ancora l’autorizzazione da parte del Comune. Col sindaco è stato preso un impegno verbale a valutare altre soluzioni per le prossime edizioni. La proposta è quella di spostare il luna park davanti alla palestra comunale».
E dopo che il primo giorno di fiera, sui sei totali previsti (anche se la permanenza delle giostre continuerà fino a domenica 21 settembre), è annegato in un mare di fango, il consigliere d’opposizione Ermanno Bolognini punta il dito contro l’amministrazione comunale: «Nel 2013 hanno fresato la terra e ricoperto la vecchia superficie con altro terreno. Il costo? 8.600 euro per mandare la polvere in casa agli abitanti della zona e per far sprofondare il luna park nel fango».
Da anni il campo sportivo di via Matteotti è al centro delle polemiche. Bolognini torna a chiedere, così come fatto in passato, di trasformare l’area, destinata all’alienazione e indicata come sito in cui realizzare dei palazzi, in un parco verde a servizio della collettività. La stessa proposta era stata sostenuta anche da una parte della cittadinanza attraverso una raccolta firme. (b.f.)
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