Lutto
Cane tenuto alla catena con un collare da tortura
CUTIGLIANO. Fino a dove può spingersi la cattiveria umana? Se lo chiedono gli operatori dell’Enpa di Pistoia che, nei giorni scorsi, dopo la segnalazione di un cittadino, hanno scoperto, durante un...
CUTIGLIANO. Fino a dove può spingersi la cattiveria umana? Se lo chiedono gli operatori dell’Enpa di Pistoia che, nei giorni scorsi, dopo la segnalazione di un cittadino, hanno scoperto, durante un sopralluogo in un allevamento al Melo di Cutigliano (sulla Montagna pistoiese), una situazione a dir poco agghiacciante. Vittima del maltrattamento è Lilla, cagna meticcia di pastore tedesco di 6 anni, che non solo era tenuta alla catena, cosa proibita dalla legge regionale, ma anche legata con un collare artigianale in ferro, stretto intorno al collo e le cui punte ritorte penetravano nella carne.
Giunti sul posto, gli operatori hanno notato per prima cosa un border collie di circa sei mesi, tenuto anch’esso alla catena e senza microchip. Poi, procedendo nel sopralluogo, hanno raggiunto Lilla, che emanava un odore nauseabondo a causa dell’infezione causata dalle ferite sul collo sanguinante. Quel collare era uno strumento di tortura: ogni tentativo del cane di liberarsi, per sottrarsi al dolore, peggiorava la situazione. Gli operatori dell’Enpa hanno chiamato la Polizia municipale, che è intervenuta prelevando l’animale, che aveva anche la febbre a 40 per l’infezione, per trasferirlo al Canile sanitario di Pistoia dove è stato operato e medicato d’urgenza.
L’allevatore si è difeso dicendo che la cagna è intestata alla figlia e di averla legata alla catena perché molto vivace. La Polizia municipale ha sporto denuncia all’autorità giudiziaria per maltrattamento di animali.
A tutela di Lilla, l'Enpa si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento penale, rendendosi disponibile ad assumersi la proprietà dell’animale per trovargli una nuova adozione. L’Enpa si adopererà inoltre per la tutela del border collie ancora in possesso dell'allevatore – per il quale la Polizia municipale ha già emesso un’ordinanza che impone la rimozione della catena – e degli altri animali da reddito dell’allevamento.
Elisa Valentini
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