Sicurezza
L’Anpi di Pistoia: la lotta di liberazione dev’essere studiata a scuola
Barontini: «Questo è un incontro dove parla la storia, quella storia che dovrebbe essere ricordata dalle generazioni future»
PISTOIA. «Questo è un incontro dove parla la storia, quella storia che dovrebbe essere ricordata dalle generazioni future». Così esordisce Roberto Barontini, presidente dell’Istituto storico della Resistenza, al convegno “Finalmente liberi!”, tenuto in sala Maggiore del Comune per il settantesimo anniversario della liberazione di Pistoia.
Al convegno, organizzato dall’Istituto storico in collaborazione con l’Anpi provinciale, è stata presentata anche la mostra che verrà inaugurata domenica 14 al chiostro San Lorenzo, con la proiezione delle interviste ad undici partigiani pistoiesi ancora viventi. «È importante vedere quali sono stati gli effetti della Resistenza nel tempo, anche dopo la liberazione – ha detto il prefetto Mauro Lubatti - questo è un bagaglio di conoscenza lasciato alle generazioni che seguiranno, non solo per non dimenticare, ma anche per continuare a ricordare».
«Ci auguriamo che i nuovi assetti istituzionali mantengano elevati i valori per i quali molti persero la vita – commenta Aldo Bartoli, comitato provinciale Anpi – dobbiamo portare lo studio della Resistenza nelle scuole per mantenere aperte le porte della memoria».
Il presidente Barontini ha parlato di una triade indissolubile tra ricordo, memoria e storia. La memoria nasce dal ricordo, ma la triade non può essere completa senza la storia, quella storia ricostruita da studiosi esperti, altrimenti nascono revisionismo e negazionismo. «Liberazione, è la fine di un periodo o l’inizio di un periodo nuovo? È un momento di grande passaggio per tutta l’Europa. Da un lato tornano gli spettri della fame e della miseria, dall’altro si proiettano davanti a sé speranze ed aspirazioni» ha commentato Marco Palla, docente all’Università di Firenze.
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