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Manfellotto: «Breda è viva, la politica è miope»

Manfellotto: «Breda è viva, la politica è miope»

Parla l’amministratore delegato dell’azienda ferroviaria: portiamo alla fiera di Berlino prodotti innovativi ma in Italia manca la strategia, ci vedono solo come un costo. Invece, i cinesi...

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PISTOIA. Nessun commento, c’era da immaginarselo, sulle voci attorno alle offerte di acquisto della sua azienda. Ma Maurizio Manfellotto, amministratore delegato di AnsaldoBreda, mercoledì 10 settembre in città alla presentazione dell’inventario dell’archivio storico delle Officine San Giorgio, non è certo stato zitto. Il manager da tre anni alla guida del gruppo ferroviario pistoiese-napoletano ha infatti sottolineato più volte il grande valore industriale dell’azienda.

«Quando arrivai qui, tre anni fa – ha ricordato Manfellotto – trovai un’azienda non tanto in crisi quanto demotivata. Per me è stato facile ottenere dei risultati di eccellenza. Sono passati pochi anni e ora, tra una decina di giorni, porteremo a Berlino, alla rassegna più importante del mondo del settore ferroviario, il nostro nuovo treno ad alta velocità, l’Etr 1000: non un modello di plastica ma un treno vero. Porteremo anche il prototipo della seconda serie di metropolitana senza pilota che ci ha commissionato la città di Copenaghen. Un settore, quello delle metro “driverless”, in cui siamo leader mondiali».

Insomma, anche se viene da sette anni di bilanci in rosso e sta per essere venduta da Finmeccanica a un gruppo straniero, AnsaldoBreda ha le carte in regola per essere una grande presenza nel mercato mondiale dei treni.

E allora perché alla fine di ottobre l’ad di Finmeccanica Mauro Moretti ne ufficializzerà la cessione (le offerte favorite sembrano sempre più quelle delle cinesi China Cnr-Insigma e della giapponese Hitachi)? Amara la risposta di Manfellotto: «È venuta meno la strategia. Anche i cinesi hanno capito che il trasporto ferroviario è un bene primario, che produce sviluppo e investimenti. Ma nelle priorità della nostra politica questa strategia non è presente. Si continua solo a parlare di costi».

Il sindaco Samuele Bertinelli, anch’egli presente alla presentazione del libro, si è detto d’accordo, con una postilla: tante responsabilità le hanno avute anche i «boiardi di Stato» venuti alla ribalta della cronaca soprattutto per le tangenti. «Cose accadute anche in Finmeccanica».

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