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Pistoia

Botte e spari per amore: condannato

Botte e spari per amore: condannato

Due anni e mezzo al giovane che aggredì il rivale davanti al circolo di Santomato

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PISTOIA. Si era dato appuntamento lì, al circolo di Santomato, con il rivale in amore, con il connazionale a cui, mentre era in galera, lui aveva soffiato per un po’ la fidanzata. Un faccia a faccia per un “chiarimento”, al quale, però, entrambi si erano presentati armati. E il 28enne albanese, quando aveva visto arrivare il rivale in compagnia della ragazza, che aveva deciso di tornare al suo primo amore e addirittura di sposarsi, aveva dato ben presto sfogo a tutta la sua rabbia, passando subito dalle parole ai fatti: impugnata la sua pistola calibro 9, lo aveva ripetutamento colpito sulla testa con il calcio. Per poi, dopo avergli puntato la canna alla tempia dell’arma, sparare due volte, una in aria e l’altra a terra, tra i piedi del rivale, per spaventarlo a morte. Ed era scappato.

Era il primo luglio dello scorso anno. Entel Salaj, all’epoca residente a Montale, in via Alfieri, era stato arrestato il giorno dopo a Roma, in casa di amici, dagli investigatori della Squadra mobile di Pistoia. Ieri mattina, il giovane, da allora sempre rimasto in carcere, è stato processato con il rito immediato davanti al giudice monocratico del tribunale. Accusato di porto illegale di arma e di lesioni aggravate, è stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione, con il beneficio della sospensione condizionale. Il giudice gli ha riconosciuto le attenuanti in quanto, quasi a sorpresa, l’imputato ha deciso di confessare in aula le sue responsabilità, sebbene i due principali testimoni dell’accusa (il connazionale ferito, Ferdinand Palaj, 26 anni, e l’ex fidanzata rumena, 21 anni) si fossero da tempo resi irreperibili. Ma grazie a ciò, Salaj è riuscito ad evitare la prigione, visto che il decreto svuotacarceri non prevede la detenzione per le pene inferiori a tre anni. La misura cautelare della custodia in carcere gli è stata attenuata in quella dell’obbligo di dimora nel comune di Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo.

L’aggressione condita dai colpi di pistola era avvenuta attorno alle 21,30, davanti alle tante persone allibite che a quell’ora si godevano il fresco davanti al circolo. La relazione tra Salaj (da poco in libertà dopo gli arresti domiciliari per stupefacenti) e la giovane rumena era durata appena una quindicina di giorni, per finire quando il fidanzato “ufficiale” della ragazza era uscito dal carcere. Il 28enne albanese non voleva rassegnarsi al fatto che i due fidanzati, tornati assieme dopo la scarcerazione, presto si sarebbero sposati.

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