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Associazione animalista: «A Serravalle cavalli maltrattati, ma l’Asl sottovaluta»
Ripetuti sopralluoghi in due stalle in via Marlianese
SERRAVALLE. Associazione animalista lancia l’allarme: a Serravalle ci sono tre cavalli tenuti in pessime condizioni da un privato e il servizio veterinario dell’Asl sottovaluta la questione.
Ad occuparsi della questione è l’Ihp (Italian Horse Protection Association), una organizzazione animalista con sede a Montaione, che – spiega – aveva raccolto tempo fa una segnalazione circa le cattive condizioni in cui sarebbero tenuti uno stallone, una cavalla e una puledrina, che vivono rinchiusi in un edificio di via Marlianese, di proprietà di una persona residente a Sesto Fiorentino.
Secondo l’Ihp il cavallo maschio è rinchiuso tra quattro mura, con solo una finestrella da dove sporgere il muso. Cavalla e puledrina, invece, sono costrette a vivere in un luogo sporco di letame, con contenitori di acqua sudici; la cavalla sarebbe gravemente denutrita, con lesioni cutanee diffuse e deviazioni muscolo-scheletriche.
Un quadro raccapricciante, che in parte trova riscontro in una ordinanza del Comune di Serravalle del dicembre 2013, che imponeva al responsabile lavori di pulizia, una visita veterinaria alla cavalla e altre iniziative per migliorare la situazione.
Il 30 agosto scorso, però, i volontari dell’Ihp raccontano di non aver trovato nessun cambiamento e chiedono quindi l’intervento del Ministero della salute. Lunedì 8 settembre il nuovo sopralluogo, in compagnia dei veterinari dell’Asl, sfocia però in un lungo confronto tra il responsabile (che nel frattempo ha eseguito alcuni dei lavori richiesti dall’ordinanza di dicembre) e i tecnici sanitari, al termine del quale i veterinari dichiarano che gli animali non sono maltrattati e che il proprietario ha assunto degli impegni per migliorare ulteriormente la situazione.
«Questo – scrive in un comunicato il presidente Ihp Sonny Richichi – è il racconto di una giornata surreale, in cui la stessa Asl, che la mattina aveva chiesto il sequestro in procura, smentisce se stessa e dice che va tutto bene. Continueremo a lottare fin quando i cavalli non verranno liberati da quella prigionia forzata e visitati da un veterinario, con i dovuti accertamenti».
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