Sicurezza
Per Barli e la moglie tregua di 60 giorni
PISTOIA. Sessanta giorni di tempo per trovare una nuova casa e lasciare l’alloggio popolare di Bottegone. È la proroga accordata a Stefano Barli e alla moglie Catiuscia Grossi, dai servizi sociali...
PISTOIA. Sessanta giorni di tempo per trovare una nuova casa e lasciare l’alloggio popolare di Bottegone. È la proroga accordata a Stefano Barli e alla moglie Catiuscia Grossi, dai servizi sociali del Comune di Pistoia e dalla polizia municipale, che ieri mattina si sono presentati dai coniugi per eseguire l’ordinanza di rilascio dell’appartamento. Dopo un confronto durato quasi due ore, lo sfratto è stato posticipato al prossimo 10 novembre. Per l’uomo un unico pensiero: riavere i suoi figli di 7 e 4 anni.
Allontanati dai genitori il 2 aprile scorso su provvedimento del tribunale dei minori di Firenze, alla fine di luglio i piccoli sono stati dati in affidamento a una famiglia. Tra aprile e maggio, proprio a seguito dell’allontanamento, Barli è salito per 3 volte sul tetto del Battistero di piazza Duomo attraverso un ponteggio, protestando contro la decisione del tribunale. «Domenica notte – spiega il venditore ambulante di frutta – andrò a Roma e mi metterò davanti a palazzo Chigi per chiedere aiuto». Ieri mattina il Comune ha proposto ai coniugi come possibile soluzione un appartamento a Capostrada: 350 euro mensili, condominio escluso. «Non ho i soldi per pagarlo» ha detto chiaramente Barli. Vorrebbe che Comune e Spes gli concedessero il subentro che avrebbe dovuto presentare subito dopo la morte della madre, nel giugno 2013, per l’alloggio in cui vive con la moglie. «Non ho fatto richiesta perché non sapevo di doverla fare. Nessuno mi ha informato di questo cavillo ». (b.f.)
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