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Pistoia

I cinesi: niente tagli all’occupazione

I cinesi: niente tagli all’occupazione

Nuovi dettagli sull’offerta della cordata China Cnr-Insigma presentata a Finmeccanica. Spazio aperto a soci italiani

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PISTOIA. La promessa made in China è allettante: conferma di tutti i posti di lavoro per le sedi AnsaldoBreda di Pistoia, Napoli e Reggio Calabria. Naturalmente se l’asta per l’acquisto dell’azienda ferroviaria pistoiese-napoletana e della “cugina” Ansaldo Sts la dovessero vincere loro, i cinesi di China Cnr e Insigma.

La cordata cinese si impegna anche ad accogliere un socio italiano nell’azionariato di tutte e due le società (potrebbe essere la stessa Finmeccanica oppure altre soluzioni ventilate in passato, come il Fondo strategico italiano, emanazione della Cassa depositi e prestiti). Naturalmente accanto all’offerta per AnsaldoBreda c’è quella per il 40% di Ansaldo Sts, cioè le azioni detenute da Finmeccanica. Al riguardo i cinesi offorono un prezzo per azione generosamente superiore a quello di mercato, più l’impegno a gestire direttamente l’offerta pubblica di acquisto che ne seguirebbe per legge.

I particolari dell’offerta cinese sono stati rivelati dal Corriere della Sera di ieri, che considera quella di China Cnr-Insigma, di fatto, l’unica vera offerta all’attenzione di Finmeccanica, insieme a quella del colosso giapponese Hitachi.

Non si parla più, quindi, non solo dell’offerta di Bombardier (che non è mai pervenuta entro i termini del 29 agosto scorso) ma neanche di quelle della spagnola Caf e dei francesi di Thales, finora accreditati di una partecipazione all’asta.

L’amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti, ha ripetuto più volte che la holding pubblica esaminerà attentamente le offerte (con l’aiuto dei suoi advisor Mediobanca e Ubs) e poi prenderà una decisione sul destino futuro di AnsaldoBreda e Ansaldo Sts entro il mese di ottobre. Ma secondo quanto lascia intendere il quotidiano milanese, la corsa ormai sarebbe riservata ai due rivali con gli occhi a mandorla.

Ovviamente la promessa di mantenere i livelli occupazionali nei principali stabilimenti di AnsaldoBreda suscita particolare interesse in via Ciliegiole, dove or mai quasi tutti si sono rassegnati all’ineluttabilità di una cessione del gruppo, ma dove la nuova trincea su cui attestarsi è proprio la conservazione dei posti di lavoro e misure concrete di rilancio, leggi investimenti, per far sì che in via Ciliegiole si possa continuare a lavorare e a produrre reddito per tutta la provincia.

D’altra parte c’è poco da fare gli schizzinosi: China Cnr è uno dei colossi mondiali del settore ferroviario. Di proprietà dello stato cinese, conta 26 stabilimenti nella repubblica popolare e tre all’estero, a Hong Kong, Stati Uniti e Sudafrica. Costruisce treni ed ha un ventaglio completo di prodotti, che vanno dal convoglio intercity per pendolari ai mezzi ad alta velocità. L’acquisto del polo ferroviario italiano consentirebbe ai cinesi di mettere un piede anche in Europa e nel suo mercato, dal quale finora sono rimasti esclusi.

Per AnsaldoBreda, poi, China Cnr non è una sconosciuta. Nell’ottobre 2012 Maurizio Manfellotto, da poco alla guida dell’azienda pistoiese-napoletana, viaggiò fino a Pechino per firmare un accordo da 200 milioni di euro, grazie al quale AnsaldoBreda avrebbe collaborato (con know how e training di personale) alla costruzione, in Cina, di 600 tram modello Sirio in dieci anni.

Fabio Calamati

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