Proteste
Comune risarcito ma “bacchettato” dalla Corte dei conti
PISTOIA. Il danno d’immagine c’è stato. I giudici lo hanno sentenziato. Ma si sono anche espressi sulla qualità dell’immagine che il condannato avrebbe violato: quella di un amministrazione comunale...
PISTOIA. Il danno d’immagine c’è stato. I giudici lo hanno sentenziato. Ma si sono anche espressi sulla qualità dell’immagine che il condannato avrebbe violato: quella di un amministrazione comunale che alla fine non si è dimostrata poi così efficiente e professionale visto il ritardo di anni con cui si è mossa. Ed è per questo che hanno quantificato nel minimo previsto dalla legge (nel caso specifico 4.000 euro) il risarcimento dovuto al Comune di Pistoia da parte dell’ex vigile urbano, chiamato a rispondere dei suoi illeciti – dopo due processi davanti al tribunale penale per i reati di falso ideologico e di corruzione – anche davanti alla Corte dei Conti.
La vicenda è quella con al centro Alessio Lucarelli, il vigile urbano licenziato dal Comune nel luglio 2012 (contro il licenziamento pende una causa davanti al giudice del lavoro) in seguito a due sentenze di patteggiamento relative ad un episodio risalente al gennaio 2007. Il vigile, secondo le accuse, aveva falsamente verbalizzato un incidente stradale mai avvenuto tra un suo parente ed un suo amico, al fine di consentire ai due di truffare l’assicurazione. Nel novembre 2009, per il reato di falso, aveva patteggiato 10 mesi; nel gennaio 2012, per quello di corruzione (era accusato di aver percepito 2.000 euro dall’amico) aveva patteggiato 2 anni.
Nel settembre 2013, la procura della Corte dei Conti ha citato in giudizio l’ex vigile per il risarcimento del danno erariale, in particolare del danno all’immagine del Comune causato ingenerando, come poi riconosciuto dagli stessi giudici, «nell’opinione pubblica un senso di sfiducia nell’azione dei pubblici dipendenti». E l’altra mattina è arrivata la condanna: ma, invece dei 7.000 euro di risarcimento richiesti, soltanto 4.000, appena pari al doppio del vantaggio economico ottenuto dell’ex vigile. Il minimo previsto dalla legge: il tempo trascorso tra i fatti delittuosi e il licenziamento contrastano secondo la corte con l’immagine di un’amministrazione particolarmente efficiente, anche perchè la Polizia municipale aveva più volte conferito con la procura su tale vicenda. «Se poi tali notizie sono rimaste all’interno del corpo dei vigili urbani senza coinvolgere l’amministrazione è un’ulteriore conferma del livello di professionalità presente nell’amministrazione comunale».
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