Attenzione
Il sindaco: un’Europa solidale può essere testimone di pace
PISTOIA. Pace, Europa, storia della Liberazione. Questi i temi su cui si è diffuso il discorso del sindaco Samuele Bertinelli ieri mattina, di fronte alle autorità cittadine e al monumento ai caduti...
PISTOIA. Pace, Europa, storia della Liberazione. Questi i temi su cui si è diffuso il discorso del sindaco Samuele Bertinelli ieri mattina, di fronte alle autorità cittadine e al monumento ai caduti della Resistenza, nella piazza omonima.
In quello che tradizionalmente è il culmine dei festeggiamenti per l’anniversario della Liberazione, Bertinelli ha ripercorso i mesi di quel terribile 1944, a Pistoia, un periodo tanto importante quanto ancora poco conosciuto. «Non si può non notare – ha detto Bertinelli – come ancora oggi, a 70 anni dalla Liberazione, manchi una storia organica della Resistenza pistoiese e una ricostruzione accurata, scientificamente condotta, delle radici della nostra democrazia». Per rimediare a queste carenze il Comune intende fare la sua parte: in autunno Palazzo di Giano promuoverà un convegno sull’esperienza in Albania e Montenegro dopo il 1943 della divisione Firenze, nella quale militarono moltissimi pistoiesi.
A proposito di carenze nella attenzione per la storia, Bertinelli si è poi concentrato sulla figura di Silvano Fedi, giovanissimo partigiano di estrazione libertaria, vittima di «un’imboscata incredibilmente non ancora chiarita nella sua matrice originaria, a 70 anni di distanza». Silvano Fedi, per il quale sarà inaugurata una targa al liceo Forteguerri come «doveroso e forse tardivo riconoscimento». Insomma, l’esame storico della Resistenza, per essere utile, dev’essere scientifico, senza riguardi per nessuno, comprese eventuali verità di comodo.
Tornando all’attualità, il sindaco ha citato due papi (Benedetto XV e papa Francesco) per rilanciare un “no” secco alle armi come strumento di definizione dei contrasti tra nazioni. E ha descritto l’Europa come una possibile protagonista di questo sforzo, solo che imboccasse con decisione la strada indicata dai suoi padri federalisti, da Altiero Spinelli ad Ernesto Rossi. Nel loro “Manifesto di Ventotene” Bertinelli ha ricordato esserci anche la previsione di una sorta di “reddito di cittadinanza”. «Per questa via – ha detto il sindaco – un’Europa libera, federata e democratica avrebbe saputo garantire non solo la pace al proprio interno, ma avrebbe potuto essere testimone di pace nel mondo... Un modello assai diverso da quello che offre chi pretenderebbe di esportare la democrazia co le armi, malamente dissimulando, in genere, interessi altri rispetto a quelli della civilizzazione e democratizzazione delle relazioni internazionali».
Le cerimonie di ieri sono poi proseguite con la deposizione di una corona di fiori alla targa, in stazione, che ricorda i pistoiesi deportati nei campi di concentramento.
Un altro momento significativo era stato quello di domenica sera in piazza del Duomo, dove si sono radunate centinaia di persone per la tradizionale esibizione delle bande musicali cittadine. In mattinata, invece, gli alpini in congedo, avevano sfilato per le vie cittadine, impavesate con i tricolori.
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