Il Tirreno

Pistoia

È stato di agitazione alla Satis

di Beatrice Faragli
È stato di agitazione alla Satis

Casini, probabile nei prossimi giorni uno sciopero dei lavoratori del mobilificio contro i 25 esuberi

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QUARRATA. Proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti Satis contro i licenziamenti annunciati dalla proprietà a metà luglio. L’incontro di oggi, lunedì 8 settembre, tra i lavoratori dell’azienda e i sindacati, è avvenuto a seguito di quanto emerso durante l’unità di crisi della scorsa settimana, quando i vertici aziendali hanno respinto la richiesta di attivare il contratto di solidarietà avanzata dalle organizzazioni sindacali e dagli operai per scongiurare il licenziamento del 50 per cento dei dipendenti attualmente in forza alla Satis spa, storica azienda quarratina di divani.

Adesso Cgil e Cisl chiedono un incontro urgente con la proprietà «per esaminare le problematiche emerse in assemblea». «I lavoratori – spiega Marco Ballati, segretario provinciale Fillea Cgil – hanno ribadito la propria disponibilità al sacrificio (ovvero al contratto di solidarietà, ndr) pur di salvare la totalità dei posti di lavoro». Nei prossimi giorni, probabilmente, verrà indetto uno sciopero all’interno dello stabilimento di via Statale. Intanto gli operai sono in stato di agitazione per i 25 licenziamenti annunciati dai vertici aziendali con l’intenzione - così motivava la società – di riallineare i costi del personale al fatturato, visto il calo del 40 per cento degli ordini registrato negli ultimi due anni dalla Satis. Le procedure di mobilità sono state aperte dopo l’attivazione, nei mesi passati, della cassa integrazione ordinaria (di cui è stato fatto un uso tutt’altro che massiccio) e senza mai ricorrere ad altri ammortizzatori sociali.

I sindacati e i lavoratori hanno chiesto a più riprese che i dipendenti fossero impiegati a rotazione pur di salvare i posti di lavoro, ma l’azienda ha sempre respinto questa ipotesi. Importante nella vicenda Satis, secondo Ballati, sarà «il ruolo delle istituzioni locali». Con la riorganizzazione in atto della Provincia, diventa infatti fondamentale l’intervento del Comune di Quarrata, «anche perché – ribadisce il segretario Fillea – parliamo di 25 licenziamenti e quindi di 25 famiglie a rischio, in un territorio già pesantemente colpito».

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