Gioco
Un cartello sul luogo dove fu ucciso Silvano Fedi
Partigiano e anarchico, perse la vita a Montechiaro il 29 luglio del 1944
CASALGUIDI. Domenica 7 settembre 2014 a Casalguidi , in località Montechiaro, sarà posto un cartello per indicare l' importanza del luogo e degli eventi che lo videro protagonista quando circa settanta anni fa il comune serravallino fu liberato dall'occupazione tedesca e dal giogo fascista. «Il 6 settembre 1944 - ricorda il consigliere comunale di Rifondazione comunista Roberto Daghini, promotore dell’iniziativa - la frazione di Casalguidi, a prezzo di gravi perdite, fu occupata dalla formazione anarchica,S.Fedi, proveniente da San Baronto e in ultimo dalla formazione comunista n. 1. Il capoluogo e le frazioni limitrofe furono liberate il 7 settembre dalla formazione azionista Castellina e dalle comuniste, Fantacci e Faliero. I precedenza nel territorio comunale il 29 luglio erano stati uccisi, in circostanze ancora non chiare, il capo partigiano Silvano Fedi e il suo lungotenente Giuseppe Giulietti. Mentre il 1 agosto, venne fucilato l'altro partigiano,Brunello Biagini di Cantagrillo. Il 22 aprile 1979, per interessamento, della sezione Anpi, di Bonelle-Pistoia e tramite, una sottoscrizione pubblica, furono inaugurati i monumenti a Montechiaro e Groppoli .IL primo in onore di Silvano Fedi, fu fatto dallo scultore, Umberto Bovi .L'altro fu posto in località Groppoli (Pistoia)in ricordo della fucilazione del partigiano Aglianese Adelmo Santini.
La scultura in bronzo, dedicata a Silvano Fedi, è composta da una figura di un corpo in bronzo, in terra che ha il significato, del partigiano che si disintegra e vola verso la libertà. Il monumento in bronzo è una stele, che significa, un urlo dal basso, verso l'alto, per la liberazione . Mentre il triangolo posto in alto, ha il senso della perfezione della libertà, da molti cercata e mai raggiunta.
L'importante sito era rimasto anonimo e ancora oggi era mancante, di un cartello, che illustrasse, la natura del monumento e la vicenda a cui si ispirava. Dopo avere superato vari ostacoli, finalmente - asserisce Daghini - a non sarà più così. Nell'interessarmi della vicenda, Il mio pensiero è sempre, stato per la figura del Fedi, eroe senza tempo, onesto, che sicuramente a fine guerra, avrebbe denunciato, non solo i fascisti, ma anche gli inciuci e compromessi, di parte della resistenza e anche, alcune delle sue deviazioni. Forse fu proprio questo, il motivo della sua morte». Alla cerimonia, che avrà inizio alle ore 10, parteciperà, l'Anpi di Serravalle, con il suo presidente Luigia Cafferi, il sindaco Eugenio Patrizio Mungai e anche il fratello di Silvano, dottor Bruno.
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