Il Tirreno

Pistoia

Ordine pubblico a rischio per le partite di basket e calcio

Ordine pubblico a rischio per le partite di basket e calcio

La protesta dei poliziotti: i sindacati di Pistoia decidono il blocco immediato delle deroghe sugli orari di servizio in occasione degli eventi sportivi. Contrario il Sap

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PISTOIA – È l’unico strumento di pressione che hanno in mano da poter utilizzare senza gravi ripercussioni sull’incolumità e la sicurezza dei cittadini. E di fronte ad una situazione per loro divenuta intollerabile, hanno deciso di usarlo: i poliziotti pistoiesi hanno detto stop alle deroghe fino ad oggi concesse all’amministrazione per quanto riguadra gli orari di lavoro di coloro che svolgono servizi di ordine pubblico, in particolare in occasione delle partite di basket al palazzetto e quelle di calcio allo stadio comunale.

È quando deciso congiuntamente dalle sigle sindacali di polizia Coisp, Siulp, Siap, Consap, Silp/Cgil e Ugl a seguito del silenzio da parte di governo e ministero sulla questione del blocco degli stipendi, degli assegni di funzione e degli scatti d’anzianità. Contrario il Sap.

«Il comparto sicurezza – spiegano i sindacati pistoiesi – si trova in una situazione drammatica. Nonostante le condizioni lavorative e il disagio professionale dei poliziotti stiano raggiungendo livelli sempre più insostenibili (mezzi obsoleti, manutenzioni pressoché inesistenti, mancanza di capi di vestiario, strutture fatiscenti e sporche, la nuova Questura che è sempre più una chimera...), si continua a mortificare un'intera categoria con il blocco degli stipendi, degli assegni di funzione e degli scatti d'anzianità, che durano da troppi anni, impoverendo un'intera categoria di lavoratori. L'unico modo che ci rimane per protestare e sperare di essere ascoltati è quello di revocare, con effetto immediato, gli accordi in deroga stipulati in passato con i vertici della questura. Questi permettevano, al fine di sopperire alla mancanza cronica di personale, l'impiego di poliziotti nei servizi di ordine pubblico con orari difformi ed anomali, che comportavano importanti sacrifici personali e familiari».

Normalmente i turni di servizio svolti dai poliziotti derivano dalla suddivisione in quattro periodi delle 24 ore: 13-19, 19-1, 1-7 e 7-13. Per consentire una migliore copertura degli eventi sportivi, i sindacati avevano fino ad oggi concesso delle deroghe al rispetto di tali turni, affinché, ad esempio, i poliziotti che dovevano svolgere ordine pubblico per una partita di basket che inizia alle 18 potessero farlo senza dover svolgere un doppio turno, o magari dovendosi dare il cambio con i colleghi montanti al palazzetto. Anche perché, poi, per contratto, un poliziotto può lavorare al massimo due domeniche il mese: un limite subito raggiunto in caso di doppio turno e di impiego di due turni diversi per un solo evento sportivo. Adesso, con la protesta dei sindacati, sarà difficile, a fronte della cronica carenza di personale nella nostra provincia, garantire i servizi d’ordine in occasione delle partite di basket e calcio.

«Ci teniamo a precisare – proseguono i sindacati – che noi non abbiamo richiesto alcun aumento stipendiale attraverso il rinnovo dei contratti, in considerazione della scelta, non condivisa, di procrastinare tutti i rinnovi contrattuali dei lavoratori pubblici a causa dei problemi di ordine finanziario nonostante la nostra specificità lavorativa, ma la rimozione del tetto salariale. Il tetto salariale è quell'infernale meccanismo per cui ciascuno non può guadagnare più di quanto guadagnava nel 2010. Cioè, in sintesi, se una persona è stata promossa, ha assunto nuove funzioni ed è stata trasferita in un'altra città (evento ordinario nella nostra realtà), verrà comunque retribuita come nella mansione inferiore con tagli della retribuzione nell'ordine del 10-20%. Se è stata promossa due volte in cinque anni, verrà penalizzata due volte, se non è interessata da promozioni va esente da conseguenze. Nel nostro mondo le tempistiche e le procedure di promozione sono fissate dalla legge, non esiste alcuna contrattazione integrativa che le possa influenzare. Per tutto questo, per molto altro e per il silenzio della nostra amministrazione, noi diciamo basta».

Per questo, finché non riceveranno risposte, le organizzazioni sindacali, che rappresentano la maggioranza assoluta dei poliziotti pistoiesi, oltre a non concedere più deroghe di orario per l'ordine pubblico, non parteciperanno più ai lavori delle varie commissioni.

Contrario all'iniziativa il Sindacato autonimo di polizia. «A Pistoia il Sap è mobilitato sin dallo scorso giugno e proseguirà con maggior forza la battaglia nei prossimi giorni. Una battaglia che non deve peró penalizzare i poliziotti, già martoriati, ma essere indirizzata alla politica. Per questo lo stop totale agli orari in deroga attuato da altre organizzazioni non è condivisibile perchè, lungi dal creare un danno all'amministrazione di pubblica sicurezza, crea invece di sicuro un disagio per il personale in divisa, che svolge spesso, con abnegazione, turni di servizio anche "in deroga", economicamente vantaggiosi. Le proteste non si fanno sulla pelle dei colleghi, il Sap non condivide questa linea e va avanti per la propria strada, consapevole di avere dalla propria parte la maggior parte dei poliziotti pistoiesi>.

 

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