La manifestazione
Nuova Provincia, Bertinelli in pole
I 320 sindaci e consiglieri del Pistoiese chiamati a eleggere presidente e consiglio. L’ipotesi di una lista unica
PISTOIA. Le Province sono state abolite. Anzi no, quasi. Il 12 ottobre, infatti, sono state indette le votazioni per eleggere il nuovo presidente e il consiglio provinciale di Pistoia.
Una votazione che non riguarda tutti i cittadini, ma soltanto gli eletti, ossia coloro che siedono in uno dei consigli comunali della Provincia. Una consultazione riservata a 320 grandi elettori che domenica 12 ottobre dovranno votare su due schede per eleggere il nuovo presidente (che rimarrà in carica quattro anni) e i dieci consiglieri (che rimarranno in funzione per due anni). Un’elezione con un corpo elettorale ristretto, ma - curiosamente - con un elettorato passivo più ampio del corpo elettorale. Eleggibili, infatti, sono tutti i consiglieri comunali e sindaci della provincia, a cui si aggiungono presidente e consiglieri provinciali uscenti.
Non sarà, si presume, un’elezione all’ultimo sangue: l’ipotesi è quella di costruire una lista unitaria composta da esponenti di tutti i partiti, lista da cui, probabilmente, rimarrebbero fuori soltanto gli esponenti del Movimento Cinque stelle, che si è sempre schierato per l’abolizione delle Province.Una lista unitaria, dunque, anche se non è detto che il tentativo vada in porto, anche perché gli undici eletti dovrebbero rappresentare una sintesi geografica e politica dell’intera provincia.
L’ipotesi più probabile, al momento, è che Samuele Bertinelli possa diventare il nuovo presidente. Il lotto degli aspiranti non è vasto: possono essere eletti alla carica di presidente della Provincia i sindaci dei Comuni che fanno parte nel territorio provinciale, il cui mandato scada non prima di diciotto mesi dalla data di svolgimento delle elezioni. In occasione di questa prima votazione sono eleggibili anche i consiglieri provinciali uscenti, tra cui il presidente della Provincia. L’attuale presidente, Federica Fratoni, non si tira indietro, ma quasi. «L’ipotesi di una mia ricandidatura - spiega - non è stata presa in considerazione; nessuno me l’ha chiesto e, peraltro, ritengo che in questa nuova fase debbano essere i sindaci a prendere in mano il nuovo ente. Aggiungo anche che per me non sarebbe facile poter svolgere quest’incarico, visto che ho già ripreso a svolgere il mio lavoro».
Nonostante siano già indette le elezioni, l’ente Provincia naviga ancora in alto mare: si attende infatti un decreto per fine settembre che precisi un po’ meglio i compiti della nuova Provincia. Di certo ci sono solo i confini dettati dalla legge Delrio: il nuovo ente si occuperà di pianificazione territoriale, di tutela dell'ambiente, lavori pubblici riguardanti strade provinciali e scuole superiori, di istruzione superiore. Oltre a ciò, la Provincia dovrebbe fornire assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali e funzioni legate alla predisposizione di documenti di gara, al ruolo di stazione appaltante, al monitoraggio dei contratti di servizio e organizzazione di concorsi.
Per ora, insomma, ci si preoccupa di costruire il nuovo consiglio: i dieci che dovrebbero affiancare il presidente saranno eletti a scrutinio segreto, ma con il voto ponderato. In pratica, il voto dei 33 rappresentanti di Pistoia (sindaco più consiglieri) peserà per il 35% del totale, i rappresentanti dei Comuni con popolazione compresa tra 10 e 30mila abitanti (Agliana, Quarrata, Montale, Serravalle, Montecatini, Monsummano e Pescia) per un altro 35%, mentre agli altri 14 piccoli Comuni del Pistoiese resta il 30% del peso elettorale. (c.b.)
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