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AnsaldoBreda, Bombardier si tira fuori

AnsaldoBreda, Bombardier si tira fuori

Finmeccanica non conferma ma il colosso canadese non avrebbe presentato offerte all’asta. Rossi: azienda da rilanciare

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PISTOIA. Nella Sala Maggiore di Palazzo di Giano la notizia della rinuncia di Bombardier nella corsa all’acquisto di AnsaldoBreda arriva con la potenza di una deflagrazione. Sia il sindaco Samuele Bertinelli che il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi ne sono a conoscenza da poche ore. Rossi è a Pistoia per la presentazione del libro “Viaggio in Toscana”, risultato di 12mila chilometri percorsi in otto mesi a bordo di una Fiat Punto a metano. Un’esperienza diventata un libro, il primo scritto da Rossi dopo quasi 15 anni di impegno amministrativo. Un’opportunità per guardare da vicino, afferma, una regione «che soffre ma non demorde, che cerca la rinascita e può contare ancora su aree di eccellenza».

Come un’eccellenza lo è, secondo il governatore, AnsaldoBreda: «Una presenza industriale che ha plasmato Pistoia e che da troppi anni vive nell’incertezza».

Tra le pretendenti ad una partnership o all’acquisizione dello stabilimento di via Ciliegiole non c’è più Bombardier. Il colosso canadese non ha presentato entro la scadenza di fine agosto l'offerta per le società del settore trasporti di Finmeccanica, Ansaldo Sts e AnsaldoBreda, messe sul mercato dalla società di piazza Monte Grappa. Lo hanno confermato all’agenzia di stampa Reuters tre fonti vicine al dossier. Bombardier e Finmeccanica non hanno però voluto commentare la notizia. Insieme con la giapponese Hitachi, Bombardier era indicato fra i favoriti nella lotta per AnsaldoBreda e Ansaldo Sts, le due società alle quali sarebbero interessate anche la francese Thales, la spagnola Caf e il consorzio cinese formato da Cnr Corp e Insigma Technology. La settimana scorsa, al Meeting ciellino di Rimini, l'ad di Finmeccanica Mauro Moretti aveva detto di voler completare la cessione delle due società entro la metà di ottobre.

«Seguiamo la vicenda da vicino - ha detto Rossi - Siamo in contatto con i vertici di Finmeccanica e chiederemo come stanno le cose. Ribadiamo la nostra posizione: AnsaldoBreda deve trovare certezze, deve avere un piano di sviluppo industriale, perché si tratta di un prodotto che ha mercato e che ha futuro. La Regione è sempre stata attenta, siamo stati gli unici in Italia a creare un distretto ad hoc per il sistema ferroviario. Purtroppo in Italia le cose si lasciano spesso degradare, abbiamo ripetuto per anni a Finmeccanica di intervenire, forse - è l’unico appunto che mi sento di farci - non con la dovuta insistenza». Rossi ricorda le difficoltà del dialogo con Finmeccanica: «Per anni non siamo riusciti a sapere l’entità del deficit, poi è arrivato un signore (l’amministratore delegato Giuseppe Orsi, ndr) che ha detto di voler vendere. Abbiamo avuto un colpo (dice proprio così, ndr) per la produzione in ritardo dei treni e per la vicenda Fyra. Riconosco che Maurizio Manfellotto (attuale ad, ndr) ha fatto il suo lavoro. Il punto è che i treni sono di qualità, e l’azienda produce deficit. Quindi è mancata la dovuta cura da parte del management»

Rossi insiste sul fatto che «non si rinunci a questa azienda: I treni hanno mercato, Pistoia ha una grandissima tradizione nella produzione di materiale rotabile. A Finmeccanica diciamo di prestare molta attenzione a non svendere settori strategici». Bertinelli è sulla stessa linea di Rossi, e ricorda l’impegno di Provincia e Comune a sostegno dell’azienda: «No alla svendita - ribadisce - sì a un piano di rilancio».

Il governatore rilancia la palla al governo (principale socio di Finmeccanica): «Mi interessano le garanzie occupazionali, ma anche il destino finale e le ambizioni che il nostro Paese ha di “giocare” in questo settore. Sarebbe una perdita non rilanciare la Breda. Se ci sarà bisogno, dovremo essere pronti alla lotta».

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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