Sicurezza
Cresce la voglia di vendere ai cinesi
Le aziende pistoiesi sono partite in ritardo, ma ora l’export verso il gigante asiatico cresce più che nel resto della Toscana
PISTOIA. Cresce la voglia di Cina tra le aziende pistoiesi. Mantellassi, che giovedì ha annunciato l’apertura di uno show room monomarca a Pechino il prossimo 26 settembre, non è solo.
Logico, del resto. Con le locomotive d’Europa, leggi Germania e Francia, congelate dalla crisi, è sempre di più l’Estremo Oriente la terra promessa per le aziende targate Pistoia, soprattutto quelle che puntano sulla qualità dei prodotti. Basta guardare le vendite all’estero della provincia nel primo trimestre 2014: l’export complessivamente è cresciuto del 3,4%, ma mentre verso l’Europa la crescita è stata inferiore (3,1%), il mercato asiatico in generale ha regalato agli imprenditori che hanno saputo bussare alle porte giuste un bel 14% di crescita, che per la Cina è arrivata addirittura all’86%.
Peccato che si tratti di una scoperta tardiva, a guardare le cifre dell’interscambio commerciale con Pechino (vedi tabella): la provincia di Pistoia è ottava su dieci come valore assoluto dei prodotti venduti nel primo trimestre del 2014: appena 3,9 milioni di euro su un totale toscano di 216,8 milioni.
Certo, chi comincia da poco sopra lo zero fa più presto degli altri a mettere insieme cifre di crescita sorprendenti e Pistoia, per il momento, gode di questo vantaggio. L’importante sarà, nei prossimi anni, saper consolidare questo impulso iniziale. Compito innanzitutto delle imprese, ma anche delle associazioni di settore, del mondo del credito e delle istituzioni – regionali e nazionali – che dovranno stare a fianco delle aziende, soprattutto delle meno strutturate come, tipicamente, sono quelle pistoiesi.
In valore assoluto è (abbastanza ovviamente) Firenze ad avere il predominio sul Granducato: ogni tre milioni di euro di merce venduta in Cina, uno finisce nelle casse di aziende fiorentine. Dopo Firenze e Massa, è Pisa (32,4 milioni) la terza potenza dell’export toscano , anche se la sua importanza sta declinando negli ultimi mesi. Complessivamente la Toscana ha visto aumentare del 14,7% le sue vendite a Pechino e dintorni, che a marzo 2014 valevano 216,8 milioni di euro. Un po’ sorprendentemente, i cugini pratesi, così vicini per certi versi al mondo cinese, sono solo sesti in graduatoria.
Insomma, gli imprenditori pistoiesi sembrano aver scoperto le potenzialità dell’immenso mercato cinese dopo gli altri, ma probabilmente hanno le carte in regola per recuperare il tempo perduto.
Ma cosa vende Pistoia in Cina? Dando uno sguardo agli ultimi dati annuali completi, quelli del 2013, 5,6 milioni sui quasi 15 totali riguardano prodotti tessili e dell’abbigliamento, generalmente di fascia alta. Solo poco di meno (4,5 milioni) valgono le vendite a Pechino di “macchine e apparecchi per impieghi speciali”, cioè macchine per l’industria tessile, l’abbigliamento, l’industria della carta e così via. Terzi arrivano i mobili, che nel 2013 sono stati venduti da Pistoia per un totale di 2,8 milioni di euro. Sopra il milione anche la vendita di calzature, con 1,3 milioni di euro di export.
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