Gioco
A Pistoia scontrino più "leggero" nei supermercati
Un milione di prezzi rilevati su 108 categorie merceologiche, 909 punti vendita passati al setaccio: queste le credenziali dell’annuale ricerca di Altroconsumo che certifica la convenienza del carrello della spesa
PISTOIA. Un milione di prezzi rilevati su 108 categorie merceologiche, 909 punti vendita passati al setaccio: queste le credenziali dell’annuale ricerca di Altroconsumo, che certifica la convenienza del carrello della spesa pistoiese.
Con 5.979 euro l’anno di spesa media per una famiglia che predilige l’acquisto di prodotti di marca, la grande distribuzione pistoiese si colloca al terzo posto della classifica italiana, preceduta, quanto a convenienza, soltanto da supermercati e discount di Treviso e di Firenze.
Dall’analisi di Altroconsumo, emerge un’altra particolarità tutta pistoiese: a differenza di molte altre città, è minimo il divario di costi per il consumatore che predilige l’acquisto di prodotti di marca di fascia alta rispetto a un acquirente che si orienta sui prodotti sempre di marca ma di fascia di prezzo più bassa. Nel caso di Venezia-Mestre, ad esempio, lo scarto tra questi due tipi di consumatori supera i 1.300 euro l’anno, mentre Pistoia rientra - insieme a Spezia, Campobasso e Messina - tra le città nelle quali la differenza di costo su base annua oscilla tra i cento e i duecento euro. E così, Pistoia perde la palma di città più economica nel segmento degli articoli iperconvenienti, ma che offrono una qualità minore. In sostanza, si potrebbe dire che la nostra è una delle città dove il rapporto qualità/prezzo è migliore.
Tutto questo, secondo Altrocomsumo, si inserisce in una situazione nella quale i prezzi sono praticamente congelati: «una buona notizia - spiegano a Altroconsumo - se non fosse che i prezzi bassi sono la spia di una brutta crisi».
L’effetto paradossale di questa «gelata» dei prezzi è che si comprime, in particolare a Pistoia come abbiamo visto, il differenziale tra i prodotti di fascia alta e quelli di fascia bassa. Insomma, a beneficiare del rallentamento dell’inflazione non sono i ceti meno abbienti, ma chi ha una buona capacità di spesa. I prezzi che secondo Altroconsumo hanno fatto registrare una maggiore contrazione nella grande distribuzione sono wurstel, crackers, zucchero bianco, colluttorio e shampoo.
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