Attenzione
Skilift “scaduti”, torna l’ottimismo
Il decreto Sblocca Italia potrebbe salvare i due impianti di Abetone e Doganaccia
ABETONE. Potrebbe arrivare col decreto Sblocca Italia, approvato venerdì dal consiglio dei ministri e presto in discussone in Parlamento, l’abolizione del concetto di “scadenza vita tecnica” sugli impianti a fune.
Ad oggi la normativa italiana prevede l’obbligo di sostituzione integrale (con costi spesso insostenibili) degli impianti, una volta decorso un certo numero di anni (diverso a seconda del tipo di impianto) dalla costruzione, indipendentemente dalla reale usura. L’abolizione della “vita tecnica” è una richiesta che gli impiantisti della Montagna pistoiese sostengono da anni. Nella passata stagione invernale, gli skilift del Faggio di Maria a Doganaccia e del Gomito ad Abetone, entrambi scaduti, furono costretti ad uno stop forzato, sbloccato a marzo solo per Doganaccia grazie all’estensione da 6 a 12 mesi della proroga contenuta nel deecreto “Milleproroghe”.
Nell testo dello Sblocca Italia era stato inserito, su impegno del viceministro dei Trasporti, Riccardo Nencini, un articolo in cui si stabilisce che i termini di scadenza vita tecnica complessiva massima “non si applicano agli impianti che risultano positivi alle verifiche effettuate dagli uffici ministeriali secondo i criteri definiti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da emanarsi entro 6 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto legge”. Nei commi successivi si prevedono proroghe di un anno per gli impianti non scaduti o scaduti da non oltre 2 anni dall’entrata in vigore, previa verifica dell’idoneità ai fini della sicurezza. Previsione, quest’ultima, che consentirebbe alle sciovie di Abetone e Doganaccia di funzionare già dal prossimo inverno.
Venerdì, però, la brutta sorpresa: l’articolo, per ragioni procedurali, era stato eliminato dal testo approvato dal consiglio dei Ministri. È partito così un tamtam di telefonate verso Roma dai sindaci di Abetone, Giampiero Danti, e di Cutigliano, Tommaso Braccesi, il responsabile degli impianti per la Toscana, Andrea Formento, e la famiglia Ceccarelli di Doganaccia 2000.
«Abbiamo ottenuto rassicurazioni sia da Nencini che dal sottosegretario alla presidenza del consiglio del ministri, Luca Lotti – spiega Danti – che il provvedimento sarà reinserito nel testo in sede di conversione con un emendamento del Governo».
Braccesi si dice fiducioso e conferma l’impegno a sensibilizzare i parlamentari in vista dell’approvazione.
«Stiamo lavorando per un provvedimento – ricorda Formento – non solo per la nostra montagna, ma che consentirà di uniformare la normativa in tutte le regioni italiane, adeguandola a quella europea».
Elisa Valentini
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