Gioco
Scappa con la gabbia, animalista denunciato per furto
Attimi di tensione alla Sagra venatoria in piazza Oplà, dove alcune associazioni manifestavano contro l’uso dei richiami vivi
PISTOIA. Un’azione dimostrativa, voleva attirare l’attenzione e c’è riuscito: si è avvicinato al banco in legno dove un allevatore romagnolo teneva le sue gabbie e ne ha prese una. Non proprio al volo, ma quasi. Poi si è diretto a passo svelto verso i compagni, che stavano manifestando all’ingresso del parco della Rana. Inseguito da alcuni cacciatori, l’animalista (un 40enne del nord Italia) è stato bloccato da agenti della Digos in servizio di vigilanza in borghese alla sagra venatoria. Sono stati attimi di tensione in piazza Oplà, con scambi di pareri non proprio convergenti tra cacciatori e animalisti (due cacciatori sembra siano stati fermati per accertamento delle generalità dalla Polizia), poi è tornata una relativa calma, interrotta dagli slogan delle associazioni animaliste.
La sagra, organizzata da Federcaccia e giunta quest’anno alla 47ª edizione, richiama centinaia di appassionati e allevatori anche da fuori Toscana. Come Giovanni, che fa questo mestiere da 40 anni e viene dalla Romagna. Siede sul bordo del furgone, non si capisce se sia più arrabbiato o perplesso. «Se me lo diceva lo liberavo io l’uccello», e alza il braccio indicando la gabbia dove si trova un bell’esemplare di tordo bottaccio. Giovanni non ha assistito alla scena, la figlia e un amico presenti con lui alla sagra sì. E la figlia è andata a sporgere denuncia in questura.La Polizia ha invece denunciato il dimostrante per furto.
«Con alcuni è possibile ragionare, con altri no», commenta Giovanni Pratesi, presidente provinciale dell’associazione dei cacciatori. Intorno alla postazione dell’allevatore romagnolo si sono radunati un gruppo di colleghi e amici, tra cui lo stesso Pratesi. «Esistono - afferma - due categorie di ambientalisti, quelli che ragionano e quelli che vanno a diritto per una strada, l’unica che ritengono percorribile. Abbiamo buoni rapporti con WWF e Legambiente, ma con alcuni non riusciamo a parlare». Anche con il Comune i rapporti non sono proprio idilliaci. Se è vero che l’assessore Mario Tuci si presenta in mattinata a dare un’occhiata alla sagra (probabilmente per accertarsi che tutto sia tranquillo), Pratesi lamenta i lunghissimi tempi dell’amministrazione per i permessi. «Con la domanda per la sagra presentata a dicembre, abbiamo avuto il via libera solo due giorni fa. In altre città vicine - Lucca, Empoli, tanto per fare due esempi - tra Federcaccia e Comune c’è un rapporto molto più collaborativo».
In piazza Oplà anche Lorenzo Lombardi, presidente dei Verdi toscani, che al contrario elogia «il rispetto da parte del Comune di quanto promesso in campagna elettorale», e cioé una maggiore attenzione alle questioni ambientaliste e che riguardano gli animali. Intorno a lui, una ventina di persone - soprattutto giovani - manifestano con cartelli, striscioni, bandiere e slogan. “Non uccidere gli animali, uccidi la caccia” riporta uno. E ancora: “La caccia è la morte inutile di migliaia di esemplari in nome di uno sport”. «Liberate gli animali» gridano a più riprese i manifestanti. Ci sono WWF e Legambiente Pistoia e Valdinievole, Enpa, Oipa, Liv Toscana, Irriducibili toscani e Fronte ambientalista. Questi ultimi due saranno nel pomeriggio anche allo zoo, dove è prevista una seconda manifestazione contro le condizioni di degrado in cui, secondo le associazioni, lo zoo tiene gli animali.
Alla sagra venatoria la protesta si concentra soprattutto sull’uso dei richiami vivi. «Uccelli che vengono tenuti tutta la vita in gabbia, legati con una catenella alla zampa - ricordano Lombardi e l’avvocato Danilo Giacomelli (esponente di Legambiente Valdinievole), messi fuori dai capanni per attirare con il loro canto le prede dei cacciatori. Una direttiva europea - spiega Lombardi - vieta i richiami vivi, ma il nostro governo al contrario ne ha confermato recentemente l’uso. Come Verdi, siamo contrari alla caccia per più motivi: per l’uccisione degli animali, per motivi ambientali ed economici. E perchè si rendono impraticabili i boschi. Chi vuole correre il rischio di beccarsi, durante la stagione, la pallottola di un cacciatore?»
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