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Pistoia

Chiuso l’accesso all’ex ospedale, nessuno sa il perché

QUARRATA. Chiuso l’accesso dell’ex ospedale Caselli di via Larga. All’entrata è stata installata una recinzione che blocca l’ ingresso nel piazzale dello storico edificio, vuoto ormai da due anni. L’A...

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QUARRATA. Chiuso l’accesso dell’ex ospedale Caselli di via Larga. All’entrata è stata installata una recinzione che blocca l’ ingresso nel piazzale dello storico edificio, vuoto ormai da due anni. L’Asl 3 di Pistoia, proprietaria dell’immobile, per ora non chiarisce la questione, mentre dal Comune di Quarrata informano di essere all’oscuro di tutto. «Noi – spiega il sindaco Marco Mazzanti – non c’entriamo niente, non sappiamo nemmeno per quale ragione sia stata messa quella recinzione. Forse – dice – per motivi di sicurezza». L’ex ospedale da mesi è al centro di un braccio di ferro tra cittadini e enti. Circa 3mila quarratini fra maggio e luglio hanno firmato una petizione per salvare il Caselli dal degrado e, soprattutto, dalla vendita ai privati. Come? Recuperandolo e trasformandolo in quella Casa della salute che Quarrata aspetta da almeno 4 anni. L’azienda sanitaria ha invece chiesto al Comune il cambio di destinazione d’uso dell’immobile. L’intenzione dell’Asl è quello di svincolarlo dalle sole funzioni socio sanitarie per inserirlo nel piano delle alienazioni. Il sindaco Marco Mazzanti e la sua giunta, negli scorsi mesi, hanno approvato un protocollo d’intesa con l’azienda sanitaria impegnandosi a cambiare la destinazione d’uso dell’ex ospedale. L’azienda, a sua volta, si è impegnata a realizzare la nuova Casa della salute entro il 2016. Al momento però l’ipotesi di svincolare il Caselli dalle originarie funzioni sociali e sanitarie sembra congelata. Un mese fa infatti, Mazzanti parlò di silenzi, incertezza nelle soluzioni e mancanza di risposte da parte dell’Asl. Intanto, a due anni dal blocco di qualsiasi attività all’interno dell’ex ospedale di via Larga, l’accesso all’area è stato chiuso. Fino a poco tempo fa chiunque sarebbe potuto entrare nell’edificio. La piccola porta al lato della centrale era infatti chiusa solo parzialmente da una catena.

Beatrice Faragli

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