Sicurezza
Ammanco, chiesti altri 9 rinvii a giudizio
La procura ha concluso l’indagine bis sulla Comunità montana: sotto accusa dirigenti, revisori dei conti e direttori di banca
PISTOIA. Chiesti altri nove rinvii a giudizio nell'ambito dell'inchiesta che ha già portato a processo davanti al tribunale collegiale di Pistoia l'ex economo della disciolta Comunità montana Appennino pistoiese, Giuliano Sichi.
La procura ha despositato alla cancelleria del gup del tribunale la richiesta di fissazione dell’udienza preliminare. Imputati, due dirigenti e due revisori dei conti dell'ente, i quattro direttori che dal 2000 al 2010 si sono succeduti alla guida della filiale di San Marcello della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, tesoriere dell'ente, e il responsabile, dal 2006, del centro tesorerie dello stesso istituto di credito.
Tutti e nove sono accusati di concorso doloso in peculato per omissione: in pratica, non adempiendo all'obbligo imposto loro dalla legge e dal regolamento della Comunità montana di controllare l'operato del Sichi e i vari avrebbero consapevolmente accettato il rischio che l'ex economo e responsabile del servizio finanziario potesse commettere i reati per i quali è stato poi rinviato a giudizio.
Si tratta di Rosa Apolito, 60 anni, di San Marcello, segretario generale e dirigente generale dell'area amministrativa dell'ente, e di Roberto Fedeli, 61 anni, di San Marcello, dirigente dell'ufficio tecnico urbanistico.
Ci sono poi Antonella Giovannetti, 56 anni, di Quarrata, revisore dei conti dal 2000 al 2006, e Alessandro Michelotti, 54 anni, di Pescia, revisore dei conti dal 2006 al 2011: la posizione di quest'ultimo, accusato anche di abuso d'ufficio, è più delicata rispetto a quella della collega.
Infine, cinque dirigenti dell'allora Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia: gli ex direttori della Caripit di San Marcello Licio Umberto Erpichini, 58 anni, di Pistoia, Luciano Baldi, 65, di Pistoia, Gabriella Banti, 50, di San Marcello, e Valter Bernardi, 54, di Prato; e il responsabile dal marzo 2006 del centro tesorerie della Caripit, Stefano Bertocci, 61 anni, di Pistoia.
Uno dei revisori dei conti, il pesciatino Alessandro Michelotti, è inoltre accusato, in concorso con il Sichi, di abuso d'ufficio: secondo la procura, negli anni 2008, 2009 e 2010, l'ex economo gli aveva fatto percepire una somma maggiore rispetto a quella stabilita nella relativa delibera di nomina, ovvero 9.000 euro invece di quella prevista di 5.681, procurandogli così un ingiusto vantaggio patrimoniale.
In base a quanto accertato dal pm titolare dell’inchiesta, Luigi Boccia, Michelotti avrebbe predisposto per ciascuno di questi tre anni una fattura in cui riportava l'importo maggiorato che il Sichi provvedeva a liquidargli, pur consapevole che si trattava di somme non dovute.
È probabile che la procura cerchi adesso di riunire questo procedimento bis con quello già arrivato al processo, la cui prossima udienza è fissata per il 26 gennaio. Il gup fisserà la data dell’udienza preliminare nei prossimi giorni.
L'inchiesta che ha scatenato il terremoto in Comunità montana prese il via il 21 marzo 2011, quando alcuni impiegati amministrativi dell'ente informarono i loro dirigenti di aver riscontrato dei cospicui ammanchi nel bilancio. Dopo l'immediata comunicazione alla giunta dei sindaci, il caso arrivò sui tavoli della procura della Repubblica, che affidò le indagini alla Guardia di finanza.
La stessa Comunità montana invece, affidò ad un consulente, Luca Eller Vainicher (nominato poi anche ct del pm), l'incarico di passare al setaccio i bilanci degli ultimi anni per verificare ammanchi e malgestioni.
Giuliano Sichi è accusato di peculato per aver sottratto all'ente almeno un milione e 143mila euro nell'arco di dieci anni, dal 2001 al 2011, nell'esercizio delle sue funzioni, "operando artifizi contabili, ovvero falsi documentali di vario tipo, in modo da stornare contabilmente le cifre delle somme di cui di volta in volta si appropriava".
Ed è appunto in riferimento a tali falsi che il pm gli ha contestato anche due accuse di falsità ideologica. Reati che, secondo il pm, Sichi non avrebbe potuto compiere se chi era preposto ai controlli avesse compiuto il proprio dovere.
Massimo Donati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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