Il Tirreno

Pistoia

Profughi, sindacati all’attacco del prefetto di Pistoia

Sull’appello giornaliero nelle strutture di accoglienza Sap e Sapaf invitano a disattendere le direttive per non distogliere le pattuglie dal controllo del territorio

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PISTOIA. Quella delle pattuglie delle forze dell’ordine tolte dal servizio di prevenzione sulle strade per mandarle a fare l’appello quotidiano nelle strutture che, in provincia, ospitano i profughi arrivati dalla Sicilia, è stata per loro la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Per cui non risparmiano critiche al prefetto di Pistoia i sindacato autonomi di Polizia di Stato e Corpo forestale dello Stato. Arrivando a chiedersi cosa ne pensano, a Roma, il governo ed il ministro dell'Interno di «tante "strane" situazioni provocate da scelte che sembrano inopportune e comunque discutibili» da parte del prefetto di Pistoia Mauro Lubatti.

Parole molto dure quelle del segretario provinciale del Sap Andrea Carobbi Corso e del segretario regionale del Sapaf Alessandro Solucci nell’esternare le proprie perplessità sulle «problematiche legate a chi dovrebbe saper gestire l'ordine pubblico nella nostra provincia: ci riferiamo al prefetto che in relazione alla presenza dei migranti ha pensato bene di impiegare tutte le forze di polizia a sua disposizione per un sistematico "appello", finalizzato a verificare la loro presenza nelle rispettive strutture. L'abc del buon prefetto dovrebbe prevede in primis che "scoprire" il territorio dalla presenza delle forze di polizia deve essere solo una eccezionalità: l'impiego delle forze dell'ordine in tal senso deve essere disposto dal prefetto per motivi di ordine e sicurezza pubblica e non perché mancano le risorse per soluzioni alternative».

«Speriamo che chi ha il comando o la dirigenza di ogni singola forza di polizia sul territorio – proseguono Sap e Sapaf – abbia la capacità di riconoscere l'inopportunità di ratificare tale indicazione, ma sopratutto la forza di non accettare queste soluzioni dettate dal prefetto, anche perché Pistoia ci risulta essere l'unica provincia su tutto il territorio nazionale ad aver subito una tale disposizione».

«Dopo avere lasciato i poliziotti al freddo per le festività natalizie, dopo avere quasi bloccato il trasferimento di questura, polizia Stradale e prefettura nel nuovo Polo della Sicurezza, oggi, chissà per quale astruso motivo, fa in modo che le Volanti della polizia, così come la Forestale e le altre forze dell'ordine, ogni giorno o quasi, lascino il proprio territorio per andare a fare la conta dei migranti nelle strutture».

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