Sicurezza
Case popolari occupate, linea dura del Comune di Pistoia
Querelati gli inquilini abusivi per tutelare le famiglie assegnatarie. L'assessore Nuti: "Devono andarsene"
PISTOIA. È allarme per le case popolari occupate alle Fornaci. Tra disperazione e “passaparola”, nell’arco di una sola settimana, due famiglie hanno deciso di rivendicare il proprio diritto ad avere un tetto sulla testa. Dall’altro lato però, Spes e Comune stanno cercando di prendere provvedimenti. Una delle abitazioni è stata occupata, spiega l’assessora al Sociale Tina Nuti, «proprio nel momento in cui stava per essere consegnata alla famiglia che ne aveva diritto perché in una situazione di difficoltà tale da trovarsi al primo posto nella graduatoria».
La reazione dell’assessora è dura: «Per questo gesto illegittimo, la famiglia titolare dell'alloggio non ha ancora potuto beneficiare dell'appartamento a cui aveva diritto. Anche per questo, oltre che per il danno recato al patrimonio comunale, gli inquilini abusivi di entrambe le case sono stati querelati - come previsto dalla legge - e poi diffidati a lasciare gli immobili al più presto». Per Tina Nuti, «l'abusivismo non è certamente la strada giusta per coloro che necessitano di una casa o di altre forme di sostegno. L'amministrazione ha numerosi strumenti per andare incontro a chi ha bisogno e manifesta particolari vulnerabilità. Tra questi il contributo per gli affitti, quello per la prevenzione sfratti e gli interventi attivati dalle assistenti sociali dopo che i cittadini si sono rivolti al Segretariato sociale».
La questione è complessa: l’Unione inquilini di Pistoia, ad esempio, è «solidale e vicino a chiunque si organizza per risolvere i problemi e le incompetenze di amministratori per nulla intenzionati a mettere mano ai problemi quotidiani delle masse popolari. È inutile che quelli della Spes vengano qui ad intimidire le persone che occupano e basta – commenta Ezio Palombo, membro del sindacato ed abitante nelle case popolari da più di tre anni- Non occupazione ma assegnazione. È questa la parola d’ordine con la quale appoggiamo non la Spes, ormai non più credibile, ma la nostra proposta di assegnazione solidale temporanea a scopo conservativo. Chiediamo cioè assegnazioni temporanee di recupero, fino a che non siano completati tutti i lavori nelle case, come avviene in altre città».
La Spes, dal canto suo, si tira fuori. «Noi siamo solo i gestori, il proprietario è il Comune che agirà, presumo, in maniera conforme alla legge», fa sapere Paolo Bechi, neo presidente Spes. Intanto, Marcello Suppressa, direttore Caritas Pistoia, invita le persone che occupano e non hanno un lavoro stabile a farsi avanti «Noi possiamo offrire un incontro al nostro centro ascolto, aperto martedì, mercoledì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30 in via dei Magi. Di più non sappiamo cosa fare. Potremmo cercare di trovare loro un’occupazione».
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