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Allarme smantellamento per gli scambi della Porrettana
Comitato e Lagambiente Pistoia lanciano un appello affinché vengano rispettati gli accordi per la salvaguardia della linea ferroviaria
PISTOIA. Sembra sempre più reale e imminente lo smantellamento sulla linea Porrettana, da parte di Rete ferroviaria italiana, degli scambi di Molino del Pallone, Corbezzi e Piteccio, lasciando ai treni la possibilità di incrociarsi solo a Pracchia». A lanciare l’allarme - già riportato dal Tirreno in un articolo del 26 luglio scorso, che aveva scatenato la reazione di Comune e Provincia - sono il comitato “Viva la Porrettana Viva” e il circolo Legambiente di Pistoia, che da tempo sono schierati in prima linea in difesa della linea ferroviaria che collega il capoluogo con la Montagna pistoiese.
«Se questo dovesse accadere – avvertono – ogni guasto e ogni ritardo di treno sulla linea vedrà amplificati i disagi per i viaggiatori a causa dell'impossibilità dei treni di scambiarsi per un tratto molto più lungo. La rimozione degli scambi chiuderebbe definitivamente ai propositi di rilancio e sviluppo delle amministrazioni e delle comunità locali. Non sarà più possibile, ad esempio, far sostare un eventuale treno storico o speciale, per più di qualche decina di minuti nelle stazioni suddette».
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«Assisteremmo inoltre – proseguono comitato e Legambiente – ad un notevole peggioramento della sicurezza: un eventuale rotabile, in caso di emergenza, non potrebbe più essere deviato su un binario secondario. A tal proposito, si ricorda che la pendenza della linea è una delle più alte di Italia e che le stazioni sono impresenziate».
Per questo “Viva la Porrettana Viva” e Legambiente Pistoia lanciano un appello alle amministrazioni locali (Comuni e Province) per far rispettare alle Regioni Toscana e d Emilia gli accordi stipulati per la tutela e la salvaguardia dell'intera infrastruttura ferroviaria.
E invitano tutti ad «esercitare pressioni e controlli affinchè gli amministratori mantengano gli impegni più volte, pubblicamente, presi. Su questa questione non possono essere le esigenze di risparmio di un azienda a decidere: la Politica o si riappropria della facoltà di decisione nell'interesse dei cittadini o fa l'esclusivo interesse delle aziende».
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