Gioco
L’ultimo Palio del dominatore: il "pistoiese" Istriceddu si ritira dalle corse
Piatoia: fine della carriera agonistica per il purosangue escluso sette volte a Siena per «manifesta superiorità»
PISTOIA. A far scoccare la scintilla fu la chiamata di un amico senese dalla Sardegna, patria del mezzosangue. Era il 2006. «Mi disse ”Qua c’è il cavallo dei tuoisogni”» racconta Serena Butteri, la pistoiese proprietaria di Istriceddu: vincitore di due Pali di Siena e detentore del record di esclusioni dalla competizione fra contrade per manifesta superiorità. Quello corso il 16 agosto, è stato l’ultimo Palio per lo splendido esemplare dal manto baio oscuro. «Il mio Bideer – così lo chiamano gli amici intimi – va in pensione. Ha finito la carriera agonistica» annuncia Serena.
Figlio dello stallone Approach the Bench e della fattrice Bolina Sarda, il nome Istriceddu ronzava nelle orecchie della trentacinquenne pistoiese, fin da una corsa all’ippodromo di Chilivani vista in tv. «Pensai, “come si fa a chiamare un cavallo così”» ricorda Serena. Quel nome è stata una seconda, fortunata, scelta. L’allevatore si vide bocciare “Istrice” perché già preso. Ne nacque così una contaminazione in ricordo della terra d’origine del cavallo. «Nel 2006 – racconta la proprietaria – dalla Sardegna mi chiamò un caro amico di Siena per dirmi di questo bellissimo cavallo. Io ero molto scettica all’inizio. Dopo una settimana, senza nemmeno vederlo, mi convinse. Quando Istriceddu arrivò a Pisa gli dissi “t’amerò per sempre”. Lui mi guardò e con quei suoi occhi incredibili mi disse “io ti renderò felice”. Così è stato. Il Bideer chiude ogni mia ferita aperta, grande o piccola che sia».
Ghiotto di caramelle alla menta e con quel suo carattere un po’ «rognosetto», Istriceddu, 11 anni quest’anno, si è portato a casa due Pali: quello del 2009 con la Civetta, a cui tolse la “cuffia” destinata alla contrada che non vince dal maggior numero di anni, e quello del 2010 con la Tartuca. «Per 7 volte – spiega Serena – siamo stati esclusi per manifesta superiorità. È successo anche ad altri cavalli, ma a nessuno per così tante volte».

(Nella foto Serena Butteri insieme a Istriceddu)
Quest’anno Istriceddu, che vive a Siena, è tornato a correre in piazza del Campo. «È uscito per primo dall’Entrone. Ha schiacciato gli altri cavalli a destra. Poi a sinistra. Si è fatto posto, come a dire “sono sempre io, sono ancora qua”». Per seguirlo, Serena ha tirato giù il bandone della sua piadineria GianGusto, in via Frosini, per due giorni. “Chiuso per Palio” ha scritto sul foglio affisso all’entrata il 15 e il 16 agosto. Puntati su Istriceddu migliaia di occhi, tranne un paio: quelli di Serena. «Non guardo mai – dice – Non ce la faccio. Li apro all’ultimo». Ma, spiega, non per la paura che si possa far male. «A lui – continua Serena – non gli succede niente. Sa dove mettere i piedi. Gli incidenti possono accadere, come nella vita di ognuno di noi. Sul Palio però c’è molta disinformazione e gli animalisti non sanno di cosa parlano. Se il protocollo usato a Siena venisse seguito nel resto di Italia, ci sarebbe sicuramente molta più sicurezza». Serena Butteri ha iniziato a salire sui cavalli fin da bambina. Faceva salto a ostacoli. Poi, verso i 24 anni, ha cominciato ad occuparsi di esemplari da corsa. «Potrei ricomprare milioni di cavalli ma – dice di Istriceddu – uno come lui non lo ritroverei mai. La sua intelligenza e il suo coraggio lo rendono diverso».
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