Il Tirreno

Pistoia

«Stop al parcheggio e il Centro giovani vada a S. Bartolomeo»

Durissimo attacco di don Carmignani alla curia pistoiese: ci trattano come se fossimo dei morti che camminano

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PISTOIA. «Non si faccia il parcheggio e il Centro giovani diocesano venga trasferito a San Bartolomeo». Don Carmignani, responsabile del Centro non accetta di far cadere nel silenzio la possibile chiusura della struttura dopo che la Curia non intende più pagare l’affitto dei locali. «Ad oggi - tiene a precisare don Alessandro - non ho avuto alcun contatto diretto o pubblico con don Paolo Palazzi, amministratore diocesano, né con alcuna autorità al vertice della chiesa pistoiese. Veniamo considerati morti che camminano». L'unica risposta, commenta il sacerdote, è arrivata con «un comunicato stampa breve ed elusivo che non faceva altro che confermare la decisione della chiusura del Centro Giovani».

«Intendo ribadire con forza- aggiunge - che la decisione fatta risalire a motivi economici non regge assolutamente visto che la chiesa pistoiese è nel frattempo impegnata in altri ambiti con uscite di denaro almeno "contestabili" rispetto alla reale funzionalità dell'impegno in campo. Ancora la chiesa di popolo e la stessa società civile non vengono fatte partecipi di come il denaro che viene dall'8 per mille delle tasse e dal 3 per cento delle parrocchie venga speso: perché questo?»

Don Carmignani giudica «profondamente scandaloso che di fronte alla mobilitazione pubblica di quasi 1500 persone a favore del Centro Giovani e alla mia proposta a don Paolo di incontrarne una nutrita rappresentanza almeno per ascoltarne le ragioni, niente sia stato fatto: la chiesa "incontro" diventa chiesa "muro". La chiesa dovrebbe essere il luogo dell'ascolto e del confronto, non quello del decisionismo dall'alto che passa come caterpillar sulle persone, soprattutto le più bisognose, dai giovani ai poveri. La chiesa di Francesco a Roma avanza, a Pistoia miseramente arretra».

Per don Carmignani, la soluzione ideale è il trasferimento, come ipotizzato in un primo momento, a San Bartolomeo. Un trasferimento ostacolato forse dalla difficile convivenza «con il parcheggio previsto al di sotto degli spazi esterni della parrocchia e di tutto quanto ne sarebbe dovuto nascere. La questione del parcheggio, come gli stessi media nei giorni scorsi sono tornati ad affrontare, vede tra l'altro la parrocchia e la curia in una posizione assai delicata, oserei dire poco difendibile potendo queste, anche e soprattutto dopo le numerose polemiche, semplicemente tirare un frego sul progetto e riportare un clima di serenità».

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