Il Tirreno

Pistoia

Pedoni e auto a rischio per quel marciapiede trasformato in trincea

di Elisa Valentini

Protestano i residenti ma il Comune, pronto a partecipare alla spesa, spiega che ai lavori deve pensare la Provincia

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SAN MARCELLO. Quel marciapiede dissestato è un pericolo per pedoni e mezzi in transito. Protestano i residenti di via Massimo D’Azeglio, la strada provinciale che, dall’incrocio con via Marconi, conduce all’ospedale Pacini di San Marcello. Il marciapiedi che la costeggia è in condizioni disastrate. Il fondo asfaltato è tempestato, da cima a fondo, di buche e fosse, alcune talmente profonde da scendere al di sotto del livello della sede stradale.

Un problema annoso, mal digerito dai residenti, che lanciano un nuovo appello agli enti competenti. «Questo marciapiede è un’indecenza, oltre che un pericolo – spiegano due coniugi che abitano nella zona da quasi dieci anni – Abbiamo sempre visto la banchina in pessime condizioni, ma ogni giorno che passa la situazione peggiora. Ormai si vedono solo buche, alcune così profonde da costituire un reale pericolo. Anzitutto per i pedoni che vi camminano, specie di notte, col rischio di inciampare o che, proprio per evitare il fondo dissestato, preferiscono camminare sulla carreggiata correndo il pericolo di essere investiti dalle automobili in transito. La cosa è ancor più grave – proseguono i coniugi – se si considera che questa è la strada che conduce all’ospedale. Più di una volta le auto, salendo sulla banchina per scambiarsi con mezzi di dimensioni più grosse provenienti dalla direzione opposta o per parcheggiare, sono rimaste incastrate con le ruote nelle buche, riportando danni. Alcuni automobilisti hanno dovuto chiamare il carro attrezzi per tirar via le loro auto rimaste in bilico sulle buche o comunque è servito l’aiuto dei residenti che hanno lavorato con tavole e sassi per farle uscire da quelle fosse».

«Per non parlare – concludono i due residenti – dei cavi elettrici dei lampioni che si vedono affiorare in superficie, nelle buche più accentuate. Abbiamo segnalato più volte, negli anni, il problema al Comune. Ma nel rimpallo di responsabilità con la Provincia, nessuno vi ha ancora messo mano».

Intanto, proprio in questi giorni, su Facebook circolano le foto della banchina dissestata, seguite da commenti, anche piuttosto duri, di residenti e frequentatori della zona. L’architetto Roberto Prioreschi, nel video da lui realizzato dal titolo “La montagna disincantata” (visibile su Youtube) ha rinominato via D’Azeglio come “Via di Piè zoppo”, denominazione che in realtà appartiene ad un altro vicoletto del paese, ma scelta per richiamare con sarcasmo il rischio per i pedoni di azzopparsi percorrendo quel marciapiede.

«L’amministrazione comunale ha posto sin da subito grande attenzione sul problema – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Sonnj Paccagnini –tuttavia quel marciapiede non è un bene patrimoniale del Comune. Il sindaco si è attivato con la Provincia, l’ente competente, e sono seguiti diversi sopralluoghi nell’intenzione di trovare una soluzione condivisa in cui il Comune vada a cofinanziare l’intervento».

Paccagnini ricorda inoltre il divieto di sostare sul marciapiedi. «Una parte del danno è certo dovuta all’abitudine di parcheggiare sulla banchina, comportamento punito regolarmente con sanzioni – riprende Paccagnini – si ricorda che a pochi passi vi sono i parcheggi di Santa Caterina e di piazza Maestri del lavoro».

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