Gioco
«Nove licenziamenti», ma poi l’ex Aias ci ripensa
Vicino a una soluzione il duro contrasto tra la Fondazione Maria Assunta in cielo e l’Asl di Pistoia sul cambio di prestazioni da assicurare agli assistiti
PISTOIA. Nove licenziamenti per i fisioterapisti dell’ex Aias: tre immediati, sei entro la fine dell’anno.
Così annunciava Luigi Bardelli, alla guida dell’Apr e della Fondazione Maria Assunta in cielo, in una lettera firmata circa un mese e mezzo fa.
La previsione adesso è bloccata ma quella comunicazione, per alcuni, continua a suonare come una minaccia. «Nessun dipendente verrà licenziato» assicura intanto Massimo Baldecchi, della Cisl funzione pubblica.
Per arrivare al risultato, ci sono voluti diversi tavoli tecnici tra l’azienda sanitaria pistoiese e la Fondazione. Nel frattempo sulla testa dei lavoratori, ha continuato a gravare lo spettro del licenziamento.
«La consistenza economica della convenzione con l’Asl – informa Baldecchi – è rimasta invariata». Ovvero l’azienda sanitaria pistoiese nel 2014 non ha tagliato niente rispetto ai 5 milioni del 2013 erogati per l’assistenza di circa 2mila persone disabili in regime di seminternato e ambulatoriale.
Tutto nasce da una direttiva dell’Asl sul cambio di prestazioni da parte dei dipendenti ex Aias. L’azienda avrebbe chiesto di spostare dei fisioterapisti da un percorso all’altro. I percorsi sono quelli riabilitativi individuati, secondo un ipotetico crescendo di necessità, dalla Regione e divisi in 1 (attività motoria adattata), 2 (assistenziale specialistico di medicina fisica) e 3 (assistenziale di riabilitazione).
«L’Asl, che eroga 5 milioni all’anno alla Fondazione, ha chiesto di cambiare il tiro su alcune prestazioni» dice Baldecchi. E’ a quel punto che Renzo Bardelli ha inviato la lettera dove annunciava il licenziamento immediato per 3 fisioterapisti a cui, entro la fine dell’anno, si sarebbero dovuti aggiungere altri 6 dipendenti impiegati nella stessa mansione.
Nonostante l’immutata consistenza della convenzione, l’ipotesi pare sia stata giustificata con una motivazione esclusivamente economica. «Bardelli – continua infatti Baldecchi – diceva che i fisioterapisti non potevano coprire il nuovo tipo di prestazioni richiesto dall’Asl e che questo avrebbe portato a un minor introito, circa 200mila euro all’anno».
Sembra che dall’azienda sanitaria pistoiese, siano andati anche al Meyer di Firenze per dimostrare quanto il cambio richiesto fosse effettivamente praticabile. Dopo tavoli e incontri tra il direttore della Fondazione e la dottoressa Maria Bellagambi, responsabile Asl della zona distretto pistoiese, il rischio licenziamenti è stato scongiurato.
«Il cambiamento voluto dall’Asl – informa Baldecchi – sarà graduale». Ieri, anche se non direttamente con Il Tirreno, Luigi Bardelli ha escluso con forza qualsiasi previsione di licenziamento per i fisioterapisti.
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