Il Tirreno

Pistoia

Centinaia in fila per il rito dell’unzione

Centinaia in fila per il rito dell’unzione

Tra sacro e profano si rinnova la tradizione della festa di San Bartolomeo, protettore di tutti i bambini pistoiesi

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PISTOIA. Anche il maltempo ha voluto bene ai bambini pistoiesi. Dopo una mattinata che niente di buono faceva presagire, pioggia e nuvoloni si sono fatti da parte e, nel pomeriggio, proprio mentre i tanti ambulanti cominciavano a togliere i teli dalle loro bancarelle di dolciumi e giocattoli, sulla Festa di San Bartolomeo è tornato a splendere il sole.

Pistoia è l'unica tra le città toscane a dedicare un culto particolare all'apostolo Bartolomeo come santo protettore dei bambini e delle bambine. Una festa antica e molto amata dai pistoiesi, che ogni anno affollano la chiesa di San Bartolomeo per partecipare alle funzioni religiose e al rito dell’unzione. E anche ieri, con il ritorno del sereno, la piazza, che ha lo stesso nome del santo, e le vie limitrofe si sono riempite del profumo dei brigidini, del croccante e dei “pippi”, i grossi biscotti che, infilzati su uno spago e alternati a confetti e cioccolatini, vanno a comporre la tradizionale corona di San Bartolomeo, che, oggi come in passato, i bambini indossano portandola al collo.

Insomma una festa tra il sacro e il profano, che ha il suo culmine nel rito religioso dell’unzione, una purificazione che rimanda all'infanzia, appunto, che avviene dopo che il sacerdote ha tracciato una piccola croce sulla fronte dei fedeli recitando la formula “Per intercessione di San Bartolomeo apostolo e di Sant’Ubaldo vescovo, ti liberi il Signore da ogni male in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen”.

Ed ieri, come tutti gli anni, già per il primo appuntamento con questo solenne rito (si replicherà oggi dalle 8 alle 13 e dalle 15.30 alle 23) la suggestiva chiesa romanica si è riempita di gente, in fila per farsi ungere fino a notte fatta. Tanti i bambini, naturalmente, ma ancor di più gli adulti e gli anziani, fedeli ad una tradizione radicata nel profondo dei loro cuori.

In passato le madri pistoiesi usavano chiamare i loro bambini "sbucciati", o sambartolomei, sambartolomeini, sammei. Questo deriva dalla triste sorte accorsa a quel Natanaele (in aramaico Bar Talmaj, donde Bartolomeo) di Cana di Galilea che, dopo aver incontrato Gesù, visse ed operò in Mesopotamia ed Asia Minore. Fu però condannato a morte, sembra per scorticamento, in Armenia. La festa in onore del Santo, ed il suo collegamento coi bambini, risale al 1433, allorché nel complesso di San Bartolomeo i Canonici Lateranensi sostituirono i monaci benedettini, diffondendo una tradizione di origine umbra subito accolta dai pistoiesi. Solo quarant'anni dopo, grazie all'imponente lascito del cardinale Niccolò Forteguerri, la festa assunse carattere solenne.

Oggi, dalle 16.30 fino alla mezzanotte, la festa continuerà con giochi medioevali a cura della Compagnia dell'Orso, con i giochi di strada, con uno spettacolo di bolle di sapone, col Karaoke per bambini con Matteo, coi giochi a cura della Croce Rossa e con l'estrazione della lotteria di San Bartolomeo 2014.

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