La manifestazione
Auto con targhe straniere in aumento
Chi risiede da più di un anno in Italia deve cambiarla ma tantissimi non lo fanno per non pagare multe e tasse salate
PISTOIA. Dopo la polizza Rc auto tra le più costose della Toscana (la notizia è di qualche giorno fa, secondo i dati del sito facile.it), sulle strade pistoiesi si registra un fenomeno diffuso in tutta Italia: la piaga delle targhe straniere. A portare la questione sotto i riflettori è un’interpellanza comunale del consigliere Andrea Betti (Progetto Toscana). Niente di strano nella targa straniera, se non fosse che i veicoli con targa non italiana sono autorizzati a circolare in Italia solo per un anno. Passata questa annualità i proprietari dei veicoli (con residenza in Italia) avrebbero l’obbligo di “nazionalizzare” i mezzi ovvero immatricolarli con targhe e documenti italiani: pena una sanzione amministrativa (che va dagli 84euro ai 335euro). Secondo l’interpellanza di Betti però, sono molti i proprietari di veicoli con targhe straniere che, anche dopo aver acquisito la residenza italiana continuano a circolare sulle strade comunali «con documenti, e quindi targa, assicurazione, carta di circolazione e quant’altro del paese di provenienza». In questo modo, le targhe straniere possono eludere molti controlli stradali (per i veicoli appartenenti ad alcuni pesi dell’unione europea non è previsto un non controllo della copertura assicurativa, per esempio) o non pagare il bollo e quant’altro. Ma, secondo quanto spiega la polizia municipale «la problematica non è di facile soluzione: possiamo procedere alla sanzione solo se il cittadino è residente in Italia da almeno un anno. Spesso però è difficile stabilire la data effettiva dell’ingresso nel paese. Inoltre, la norma non prevede la requisizione del veicolo ma solo la sanzione, che spesso poi non viene neanche pagata». Intanto, la polizia municipale ha dato il via a più controlli. A seguito dell’interpellanza di Betti, l’assessore alla viabilità del comune di Pistoia Mario Tuci ha precisato che «la sanzione non è prevista per i veicoli della comunità europea e che quindi spesso i mezzi restano intestati a cittadini comunitari tutt’ora residenti all’estero, così che la norma non può essere applicata. Nel biennio del 2012-2013 la municipale ha riscontrato solo 4 violazioni della norma in questione». «C’è una discrepanza di trattamento – spiega Betti – se si fa un incidente diventa tutto più difficile perché le procedure assicurative sono diverse per esempio».
Sulla stessa lunghezza d’onda la dirigente della Polizia Stradale di Pistoia, Rita Palladino, «Il fenomeno sociale esiste - dice la dottoressa Palladino - La percezione di vedere per strada più auto con targhe straniere rispetto al passato è reale, ma devo anche dire che sono pochissimi i casi, che io ricordi, in cui è stato riscontrato una discrepanza fra l’immatricolazione dell’auto e la residenza in Italia del suo proprietario. Quando lo accertiamo, ovviamente, applichiamo il codice della strada con tutte le conseguenze del caso». La dottoressa Palladino però è anche consapevole che questa problematica viene meglio affrontata da chi, come il corpo di polizia municipale, ha una percezione più diretta nelle aree urbane. «La collaborazione che diventa sempre più stringente con molti Paesi europei sta comunque facendo sì che anche i furbetti non la facciano franca - conclude la dirigente della Polizia stradale - Se prima fare una multa ad un’auto di un Paese comunitario era difficile riscuoterla, oggi si riesce a raggiungere il proprietario con più facilità».
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