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Ippocastani malati e nessuno se ne occupa
CUTIGLIANO. Un autunno anticipato. Così si presenta l’ingresso al paese di Cutigliano, non solo per le temperature atipiche per il mese di agosto. È autunno anche per le piante di ippocastano,...
CUTIGLIANO. Un autunno anticipato. Così si presenta l’ingresso al paese di Cutigliano, non solo per le temperature atipiche per il mese di agosto. È autunno anche per le piante di ippocastano, situate lungo via Risorgimento, il viale di San Vito ed altre zone del paese, la cui chioma, già dai primi di agosto, si presenta già di colore marrone, con le foglie che cadono come in ottobre.
Il problema risiede nella Cameraria ohridella, la farfallina parassita degli ippocastani che da circa una decina d’anni infesta le piante di Cutigliano. Le larve, che nascono dalle uova deposte sulle foglie dell'ippocastano, scavano delle gallerie all'interno del lembo fogliare, causando il disseccamento della foglia e quindi il graduale deperimento di tutta la pianta. Uno stato di sofferenza che a lungo può provocarne la morte. Da qui l’appello dell’albergatore di Cutigliano, Giuliano Tonarelli, a prendere provvedimenti. «Da oltre dieci anni queste piante sono malate – spiega Tonarelli – oltre alla loro sofferenza, è antiestetico vederle ridotte in questo modo all’ingresso di un paese turistico. Anche nel cortile del mio albergo ci sono due ippocastani che, già due anni fa, abbiamo provveduto a curare con delle apposite iniezioni dal costo di 80 euro l’una per pianta, da ripetere per 3 anni consecutivi. I risultati, dopo 2 anni di cure, sono già visibili: una pianta è guarita e ha ripreso a fruttificare, l’altra ha solo una piccola parte ancora infestata». Infatti, per questo tipo di malattia, non è praticabile la lotta chimica mediante irrorazione della chioma. L’unico rimedio sono le punture, oppure, come soluzione tampone, la raccolta e abbruciamento delle foglie cadute per rallentare la riproduzione della Cameraria. «Mi meraviglia che in un paese a vocazione turistica come Cutigliano nessuno abbia ancora preso provvedimenti – prosegue Tonarelli – considerato anche che alcune di queste piante sono secolari. Una analogia, forse, col decadimento turistico che interessa tutta la nostra montagna? Un appello a tutti gli enti interessati, Comune, Provincia, Regione, Corpo Forestale, Unione dei Comuni perché si attivino per salvare i nostri ippocastani ». (e.v.)
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