Toscana
In un anno 21mila nuove cause giudiziarie
Ma il tribunale è al collasso: arrivano nuovi magistrati ma mancano cancellieri per fare più udienze
PISTOIA. La buona notizia potrebbe essere quella che i dati relativi alla nostra provincia si aggirano esattamente attorno alla media nazionale. Quella un po' meno buona è che in Italia, e di conseguenza a Pistoia, sono ancora troppi i nuovi procedimenti penali, civili e fiscali che ogni anno si vanno a sommare all'enorme mole di arretrati andando così ad ingolfare la già lenta macchina della giustizia.
Secondo la classifica stilata dal Sole 24 Ore, complessivamente nel 2012 nella nostra provincia sono stati avviati 71,8 nuovi procedimenti ogni mille abitanti, a fronte di una media italiana di 70,9 (prima Reggio Calabria con 100,8, ultima Belluno con 39,4). Andando a scorporare i vari settori giudiziari, le nuove cause civili sono state 12.725, pari a 44,2 ogni mille abitanti (45,3 la media nazionale), quelle penali 7.114, pari a 24,7 ogni mille abitanti (media nazionale 22,2) e quelle tributarie 823, pari a 2,9 ogni mille abitanti (media 3,4).
Anche se non con gli eccessi delle province che si trovano in testa a questa classifica negativa, siamo in presenza di un tasso di "litigiosità" ancora altissimo. Negli ultimi anni, con le varie riforme mancate o riuscite a metà, si è cercato di ridurre questa abnorme domanda di giustizia, scoraggiando le liti inutili o evitabili.
«Si tratta di indicazioni esclusivamente quantitative – commenta il presidente del Tribunale di Pistoia, Fabrizio Amato – che consentono solo una valutazione generica sull’accesso alla giustizia. E poi ragioniamo ancora dell’anno 2012, quando, per esempio, per i procedimenti civili c’era stato il blocco dell’obbligo del ricorso alla mediazione. Comunque, si tratta di numeri che ancora una volta dimostrano la generale difficoltà nell’amministrazione di una giustizia in sofferenza, che ha subito varie riforme che non sono mai state risolutive».
Al tribunale di Pistoia le difficoltà maggiori nell’affrontare la gran mole di nuove e vecchie cause non derivano tanto dal numero di giudici: su un organico previsto di 19 (che risale comunque ad anni in cui il carico di procedimenti era di gran lunga minore), quelli in servizio sono attualmente 16, e per gennaio ne arriverà un altro per occuparsi del civile.
«Il problema vero – spiega il presidente Amato – è quello, di difficile soluzione, dell’assoluta carenza, dell’impoverimento, del dissanguamento del personale amministrativo. Non c’è stata immissione di forze nuove, neppure con la mobilità tra enti. Per cui, anche con l’arrivo di nuovi giudici non potremo fare più udienze perché non abbiamo cancellieri da mandare in aula».
Massimo Donati
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