Lutto
Chiusi gli uffici periferici, Poste di via Roma nel caos
Sabato per il ponte di Ferragosto tutti gli utenti deviati alla sede centrale. Lunghissime code e c’è anche chi ha scritto in procura a Pistoia per segnalare il caso
PISTOIA. «Io ho lavorato alle Poste una vita, ma ponti e chiusure prefestive non esistevano. Per noi il 31 dicembre, per fare un esempio, era un giorno come gli altri, entravamo alla stessa ora e avoravamo fino all’ultimo minuto»: Tullio Ferro si è accorto di persona quanto i tempi siano cambiati, e in peggio. Lo dimostra l’esperienza vissuta lo scorso fine settimana, sabato 16 agosto. Occhio alla data: sabato, cioè prefestivo, e 16 agosto, ossia il giorno dopo Ferragosto. Insomma, una giornata compresa tra due festività, ma era comunque, seppur solo alla mattina, un giorno lavorativo per le Poste. O, almeno, tale avrebbe dovuto essere. Invece.
«Quando sono andato all’ufficio postale vicino casa mia, a Bottegone – racconta Ferro – l’ho trovato chiuso, con un cartello. Sopra c’era scritto “Sportello chiuso per ferie”. Ferie? Da quando in qua le Poste chiudono per ferie? Ci ho lavorato una vita e una cosa del genere non l’avevo mai sentita. Non solo, ma il cartello diceva che per le varie operazioni era aperta la sede delle Poste di via Roma, a Pistoia».
Inutile provare a cercare alternative, i vari uffici periferici, compreso quello di Chiazzano, erano pure loro chiusi. Quindi, alla fine, Tullio Ferro si è dovuto armare di pazienza, andare fino in centro a Pistoia (ed era pure giorno di mercato) per trovare finalmente degli sportelli aperti. Anche se, in una situazione che è facile immaginare.
«Una scena allucinante – prosegue il racconto – con tuti gli uffici piccoli chiusi gli utenti si sono riversati qui. E non bastasse questo, era pure giorno di pagamento delle pensioni, quindi anche a cose normali ci sarebbe stata molta più gente».
Aggiungiamo il fatto che, come ricordato, era giorno di mercato. Inoltre si arrivava da un giorno di chiusura, per la ricorrenza di Ferragosto, con altre pratiche che si erano accumulate. Insomma Sabato mattina le Poste di via Roma sono state letteralmente prese d’assalto, con molti che alla fine, alla vista delle code, hanno rinunciato, e altri che hanno aspettato tempi biblici per poter fare quello che dovevano fare. Compreso Tullio Ferro che, però, tornato a casa, ha anche preso carta e penna per denunciare, con una raccomandata alla procura, l’impossibilità di accettare un comportamento del genere da parte delle Poste.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
