Il Tirreno

Pistoia

I docenti fuori provincia stravolgono le graduatorie

di Tiziana Gori
I docenti fuori provincia stravolgono le graduatorie

Boom di inserimenti nelle liste ad esaurimento: oltre 250, di cui quasi 100 nelle scuole dell’infanzia

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PISTOIA. Nelle graduatorie provinciali fresche di pubblicazione, da cui saranno attinti a breve i docenti da immettere in ruolo, gli insegnanti già in attesa si sono ritrovati sorpassati di decine di posizioni dai precari del Sud con punteggi altissimi.

In Toscana il caso più eclatante è quello di Lucca: nelle graduatorie delle scuole dell'infanzia della città delle Mura le prime 200 posizioni sono state occupate da "fuori provincia". Ma anche Pistoia fa la sua parte.

Nelle graduatorie ad esaurimento le immissioni da fuori provincia sono oltre 250: 82 docenti nella graduatoria per la scuola dell'infanzia, 41 nella primaria, 130 circa nelle medie e le superiori sulle varie classi di concorso.

«Da queste graduatorie - spiega Alberta Bresci, segretaria provinciale Flc Cgil - si attinge al 50% per le nomine in ruolo, mentre l'altro 50% spetta ai vincitori di concorso». Ad esempio nella scuola dell'infanzia chi, presente in graduatoria fin dal 2007, ricopriva una posiziona utile per l'immissione in ruolo, si vede retrocessa alla 34esima posizione; stessa situazione per i docenti di Italiano e Storia alle medie.

«Ci sono poi - prosegue Bresci - intrecci da considerare: alcuni candidati sono presenti sia nelle graduatorie ad esaurimento, sia nella graduatoria da concorso. Quest'anno, nel definire il contingente per le immissioni in ruolo, si dovranno poi assegnare i posti che dovevano essere dati l'anno scorso ai vincitori del concorso 2012. Non furono assegnati per i ritardi scandalosi nella correzione delle prove (ancora in essere…) quindi procedere come sempre dando il 50% alle graduatorie e l'altro 50% al concorso»

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Quanto sta accadendo parla di un'ennesima "vicenda all'italiana". Al tempo del ministro Fioroni le graduatorie permanenti erano state dichiarate "a esaurimento", per passare poi a nuove modalità di reclutamento. Questo aveva significato bloccarle e non consentire più lo spostamento degli insegnanti da una provincia all'altra. In tanti però hanno fatto ricorso, e l'hanno vinto.

Tre anni fa, all'ultima revisione degli elenchi, i fuori provincia sono finiti "in coda", e questo ha dato il via a una nuova ondata di ricorsi. «Così questa volta - spiega Alessandra Biagini, segretaria provinciale Cisl scuola - si è consentito il trasferimento. Le graduatorie vengono rinnovate coi punteggi aggiornati e viene concessa la possibilità di cambiare provincia. Internet ha fatto il resto, con siti che aiutano a capire su quale provincia puntare. In Toscana il boom delle domande c'è stato per le scuole dell'infanzia e le primarie. Lucca in testa, ma anchea Pistoia si sono avuti più di 250 inserimenti da fuori provincia». Il risultato? Biagini fa l'esempio di un'insegnante iscritta alla Cisl, che era prima in graduatoria nella scuola dell'infanzia. Dopo la pubblicazione delle graduatorie ad esaurimento aggiornate si è ritrovata al 26° posto. «Un'immissione in ruolo certa che torna ad essere una chimera».

«Tutto ciò comporterà ulteriori divisioni e frustrazioni all'interno dei docenti abilitati che da anni attendono il ruolo. Ogni anno - è la considerazione di Alberta - i dati a ruolo sono di gran lunga inferiori ai posti liberi e vacanti nelle scuole che, anche in contrasto con le direttive europee in materia, vengono dati invece a incarico ai precari».

La Commissione europea si è infatti schierata contro l'abuso dei contratti a termine di cui in Italia si fa un uso smodato, malgrado la normativa e le indicazioni UE lo vietino espressamente.

I giudici europei reputano pertinente la denuncia, presentata prima di tutti dall'Anief nel 2010, sulla mancata adozione della direttiva UE 1999/70/CE che prevede l'assunzione a titolo definitivo per tutti quei dipendenti della scuola che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio anche non continuativo.

«È urgente - afferma Bresci - metter mano radicalmente ai sistemi attuali di reclutamento, pretendere il superamento tra organico di diritto e organico di fatto, pretendere la trasformazione in ruolo dopo tre anni di tempo determinato e la copertura di tutti i posti liberi e vacanti. Questo i precari devono rivendicare tutti uniti».

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