Attenzione
La fontana di Buren non trova pace
Il Comune costretto a chiudere l’acqua per il proliferare di muschi e licheni
QUARRATA. La fontana di Daniel Buren coperta da una patina marrone e lasciata a secco. Dell’opera “Muri fontane a 3 colori per un esagono” restano giusto i muri – sporchi – e la forma esagonale che svetta sul parco di villa La Magia, patrimonio dell’umanità. Colpa, spiega il sindaco Marco Mazzanti, di «una concomitanza di fattori esterni (temperatura, umidità e sporie nell’aria) che contribuiscono alla formazione di muschi, licheni e alghe. Quest’anno gli agenti biologici si sono proliferati in modo straordinario».
Il Comune ha dovuto chiudere l’acqua. E adesso, come previsto dagli accordi tra l’ente quarratino e la Fondazione Caripit, che ha pagato 450mila euro per l’opera, l’amministrazione deve restituire alla fontana l’originaria parvenza. «Dalla prossima settimana – scrive il sindaco sulla sua pagina facebook, rispondendo alla segnalazione di una cittadina sulle condizioni dell’esagono – una ditta specializzata ripulirà completamente i marmi ridando brillantezza ai colori e rendendoci la fontana in tutta la sua bellezza». I costi dell’intervento sono quindi a carico della collettività. Una questione, quella dei soldi spesi per l’esagono di Buren – e in particolare per la videosorveglianza (6mila euro l’anno) e la manutenzione – che innescò una pesante polemica nel 2010, all’indomani dell’annuncio di realizzazione dell’opera inizialmente ideata per Montecatini.
Stavolta il problema dell’acqua e della sporcizia, è causato da fattori naturali. I colori sono stati completamente coperti da uno strato marrone, somigliante a una corteccia. In passato le criticità sono invece dipese dalle pessime abitudini dei cittadini e dai mancati e prolungati interventi del Comune. Non è questa infatti la prima estate zoppicante per la fontana dell’artista francese Daniel Buren. L’anno scorso l’esagono fu trasformato in una pattumiera. Dentro alla vasca centrale, c’era di tutto: dai mozziconi di sigarette ai piatti di plastica. Così restò ad agosto e settembre. Inoltre per un guasto a una pompa (questa la motivazione ufficiale) la fontana rimase a secco per almeno 6 mesi, nonostante proprio i suoni dovuti agli zampilli fossero stati presentati da critici e esperti come l’aspetto geniale dell’opera.
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