Sicurezza
«Non far sentire i pazienti abbandonati»
L’assessore Marroni durante la visita al pronto soccorso: «L’aspetto clinico è ottimo, ma occorre lavorare sull’accoglienza»
PISTOIA. Il rapporto ospedale-paziente: questo il fronte su cui, secondo l’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni, ieri in visita al San Jacopo, bisogna lavorare per permettere alla sanità di fare il salto di qualità.
Per rendersi conto dei problemi – laddove esistessero – non era stato scelto probabilmente il giorno migliore. Il periodo vacanziero (e soprattutto la vigilia di ferragosto) è infatti taumaturgico per quella lunga serie di dolori e doloretti che, classificati sotto i nomi di “codice azzurro” o “codice bianco” portano ad affollare i pronto soccorso degli ospedali (con conseguenze sui tempi di attesa per la visita). Per questo, all’assessore Marroni, la visita al pronto soccorso del San Jacopo non ha probabilmente potuto dare il polso della situazione di quello che dagli utenti viene avvertito – reale o meno che sia – come il principale problema del reparto, quello dei tempi di attesa.
Questo nonostante un arrivo “parzialmente a sorpresa”, nel senso che l’assessore, atteso da programma per l’una (con orari che di solito tendono a dilatarsi) è invece arrivato prima di mezzogiorno. Una visita, come ha spiegato lo stesso Marroni che fa parte di un tour in tutti gli ospedali toscani, e, nello specifico, nei diversi pronto soccorso, spesso primo interfaccia tra cittadino e sanità.
Marroni ha fatto un giro dei vari spazi del pronto soccorso, accompagnato dal direttore generale dell’Asl 3 Roberto Abati e dal direttore del reparto Andrea Cai, soffermandosi in particolare davanti a un monitor: lo schermo appeso alla parete che indica i tempi di attesa dei pazienti. Uno schermo dai numeri che, come detto all’inizio, ieri (così come presumibilmente oggi), non davano indicazioni significative del disagio vissuto dagli utenti sotto forma di tempi di attesa. Una questione molto sentita, oggetto appena pochi giorni fa di una sorta di blitz del consigliere regionale di An Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli che, tra i vari problemi che aveva evidenziato, aveva puntato il dito in particolare proprio sul quanto devono aspettare le persone prima di essere visitate.
Una questione affrontata dallo stesso Marroni nel discorso di fine visita, anche se all’interno di un contesto più ampio, quello dell’accoglienza. Un discorso che, probabilmente, vale per Pistoia come per le altre realtà ospedaliere della nostra regione, visto che lo stesso Marroni, affrontando l’argomento, parla al plurale: «Sto dedicando queste due settimane alla visita degli ospedali della Toscana e, in particolare ai reparti di pronto soccorso. Reparti che rappresentano spesso un luogo di tensione. Ho chiesto ai direttori generali sul come si sono organizzati nei pronto soccorso sul lato dell’accoglienza e dell’informazione».
È su questo fronte, infatti, che secondo l’assessore occorre lavorare: «Sul lato clinico, sul ciò che accade al paziente una volta preso in carico dai sanitari – ha proseguito Marroni – il livello è ottimo. Il percorso delle cure va bene, quello che spesso manca è il rapporto di comunicazione, del percorso e dei tempi, in modo che pazienti e familiari non si sentano abbandonati. Occorre in un certo senso lavorare sull’empatia, è su questo fronte che possiamo chiedere di più, perché anche la percezione è importante». Una percezione (o un problema reale, a seconda dei punti di vista), che al momento non è evidentemente eccellente.
Lo dimostra l’annuncio del direttore Roberto Abati, il quale, confermando la «necessità di migliorare i rapporti di comunicazione» ha annunciato che l’Asl 3 sta «lavorando per potenziare il personale di Pistoia e anche di Pescia per facilitare in particolare il rapporto tra sanitari e familiari dei pazienti».
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