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Pistoia

Mostre, solo 5mila visitatori in due anni

Mostre, solo 5mila visitatori in due anni

Numeri ancora bassi per l’arte contemporanea nei musei di Pistoia

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PISTOIA. Palazzo Fabroni un tesoro poco conosciuto e da valorizzare? Per il Comune, che replica a un’inchiesta del Tirreno, non è così, anche se a ben vedere molto c’è da fare per fare del Centro di arti visive contemporanee un polo d’innovazione e soprattutto attrattivo per i pistoiesi e per i turisti.

«La collezione civica di arte contemporanea - afferma il Comune - viene tenuta aperta durante i periodi in cui sono presenti mostre temporanee, che, negli ultimi due anni, sono state quattro, ed è dunque stato aperto quasi ininterrottamente, se si fa eccezione per le settimane necessarie allo smontaggio, al montaggio e all'allestimento delle stesse e la pausa estiva».

In effetti, dal dettaglio fornito dallo stesso Comune emerge che ci sono lunghi mesi nei quali il Centro è chiuso: è accaduto, ad esempio, lo scorso anno dal 2 giugno all’8 dicembre. Sei mesi di chiusura ininterrotta, salvo occasioni sporadiche. E anche quest’anno lo stesso copione si ripete: basta recarsi a Palazzo Fabroni per apprendere che dal 2 giugno di quest’anno in poi non si sa se e quando il Centro riaprirà i battenti.

Con l’aggravante che, sia sulla targa esterna che sul sito del Comune, non si hanno indicazioni certe sulla possibilità di poter ammirare la collezione permanente di opere contemporanee di cui, giustamente, Pistoia è fiera.

Pur tenendo presente la ristrettezza dei fondi a disposizione, la programmazione non pare azzeccatissima, almeno dal punto di vista dell’affluenza del pubblico: l’esposizione «Scultura a due voci: Luciano Fabro Fernando Melani» aperta dal 18 novembre al 27 gennaio 2013 «ha raccolto - tiene a precisare il Comune - quasi mille presenze». Non molte in un arco di una settantina di giorni. Se l’esposizione è stata aperta tutti i giorni della settimana, ciò significherebbe che è stata vista da una quindicina di visitatori al giorno. Una media non di molto interiore a quella fatta registrare dalla mostra «Oltre il Giardino», in omaggio a Pietro Porcinai, (dal 21 maggio al 2 giugno, 1117 presenze).

Dall'8 dicembre 2013 al 9 febbraio c’è stata la mostra «Gianfranco Chiavacci-fotografia totale», che ha avuto 1150 visitatori. Anche in questo caso la media giornaliera di accessi è abbastanza modesta. Un pochino meglio è andata la mostra di foto di Mario Carnicelli «C'era Togliatti»: dal 21 marzo al 2 giugno si sono avute 1860 presenze. Certo, è importante ricordare che, come annota il Comune, la mostra "C'era Togliatti" è entrata a far parte del patrimonio del Comune che l'ha prodotta, per gentile concessione del fotografo.

Certo, prendere di mira i centri di arte contemporanea sarebbe un esercizio fin troppo facile, esaminare il rapporto costi-benefici (dal Comune si attendono anche dati sul bilancio), se non fosse che la città non può rimanere fuori da un mercato, quello del turismo di appassionati d’arte contemporanea, ricco, colto e disposto a spendere per il bello. E circa 5mila presenze in quasi due anni sono davvero poche.

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